La P3? Per Licio Gelli è "un sodalizio tra affaristi"

Licio Gelli
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In un'intervista all'Unione Sarda, l'ex Venerabile della P2 liquida la presunta associazione al centro delle indagini come "un sodalizio finalizzato solo a far soldi". Poi aggiunge: "Attorno a Berlusconi c'è troppa gente che pensa agli affari propri"

"La P3? Qualcuno ha cercato di superarmi, senza riuscirci. Mi pare si tratti di reati comuni e non di cospirazione".
In un'intervista pubblciata sul quotidiano L'Unione Sarda, Licio Gelli, l'ex Venerabile della loggia massonica P2, al centro di alcuni dei più controversi affaire del dopoguerra, liquida così l'inchiesta della Procura di Roma che ha portato in carcere Flavio Carboni.

Carboni? "Mai conosciuto" - "Come si fa a paragonare un'associazione massonica, e dunque seria, com'era la P2 a un sodalizio tra affaristi, finalizzato solo a fare soldi? Noi potevamo contare - ha spiegato Gelli al giornalista del quotidiano cagliaritano - su sei ministri, un'ottantina di generali, il mondo dell'economia e dell'editoria. Tutti legati da un'idealità: fare il bene del Paese e cercare di regalargli istituzioni più forti. Eravamo legati dall'anti-comunismo, non dalla voglia di fare affari. Carboni? Mai conosciuto".

"Attorno a Berlusconi, troppa gente che pensa agli affari" - Nel colloquio con il giornalista del quotidiano sardo, Gelli parla anche dell'attuale situazione politica. Su Fini si dice "deluso": "È uno che, per poter piacere a tutti, ha tradito i suoi ideali, quelli che gli aveva insegnato Giorgio Almirante".
Quanto al Pdl, aggiunge: "Attorno a Berlusconi c'è troppa gente che pensa agli affari propri e non all'alta politica".

Tutti gli aggiornamenti video sull'inchiesta della Procura di Roma sulla P3:

 

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