Milano, "fino a 3 mesi per riaprire la metro allagata"

L'ingresso della stazione della metropolitana di Sondrio
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Secondo Romano La Russa, assessore alla protezione civile della Lombardia, a tanto potrebbero ammontare i tempi per il ripristino completo delle stazioni della linea 3 dopo l'alluvione dei giorni scorsi. La Moratti chiede lo stato di calamità

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di Daniele Troilo

“Potrebbero volerci anche tre mesi per ripristinare il traffico sulla linea gialla della metropolitana, e se i danni fossero più gravi del previsto…”. La frase si interrompe a metà. Romano La Russa, assessore alla Protezione civile della Regione Lombardia, non vuole sbilanciarsi: “In questo momento ogni previsione è un terno al lotto”. Sono passati quattro giorni dall'acquazzone che ha provocato l'esondazione del fiume Seveso, mandando in tilt metropolitane e mezzi di superficie, ma a Milano è ancora il caos. Mercoledì mattina è stata riaperta la fermata della stazione Centrale. Niente da fare per le altre tre della linea gialla (Sondrio, Zara e Maciachini), inondate da un fiume di acqua e detriti e inagibili per chiunque.

“È stato già un mezzo miracolo riaprire la stazione Centrale, che tra l’altro era quella meno bagnata - spiega La Russa - Le altre, soprattutto Sondrio, si trovano a un livello più basso e quindi hanno inglobato molta acqua in più, in alcuni punti arriva ancora a 8 metri. In questo momento sono al lavoro solo le idrovore dei Vigili del fuoco, che cercano di aspirare tutta l’acqua possibile, ma ci vorranno ancora giorni prima di poter finire. E solo dopo sarà possibile far entrare i tecnici e valutare l’entità dei danni”. 

I danni, appunto. Capitolo spinoso. Il sindaco Letizia Moratti ha annunciato che il Comune chiederà il riconoscimento dello stato di calamità e il governatore lombardo Formigoni ha invitato il primo cittadino "a inviare quanto prima la documentazione sui danni provocati in modo da proseguire in questa direzione".
Si parla di cifre da capogiro, anche se al momento è difficile, se non impossibile, avere una stima precisa di quanto ammontano. “Non parliamo di qualcosa come 500 mila o un milione di euro - spiega l’assessore La Russa - parliamo di cifre molto più alte. Per il comune di Milano è un bel problema, da solo difficilmente potrà far fronte a una spesa del genere. Servono risorse eccezionali. La Regione potrà dare il suo contributo, i presupposti ci sono, ma i fondi non scattano in automatico. Serve aiuto anche da Roma”.

Più facile risolvere invece i problemi in superficie. Tre linee tranviarie (5, 7 e 31) sono ancora fuoriuso, sostituite da autobus che praticano percorsi alternativi. “Ci vorrà sicuramente meno tempo per risolvere i problemi in superficie, anche per quanto riguarda la viabilità nella zona nord interessata dai disagi. Penso che tra qualche giorno si potrà cominciare a ricoprire le strade e far ripartire la circolazione”. Stesso discorso anche per il cantiere della linea 5 della metropolitana, i cui lavori dovrebbero concludersi, il condizionale è d’obbligo, entro il 2015. E' stata proprio questa parte a franare e a creare ulteriori problemi alla linea gialla, la numero 3. "Sul nuovo cantiere indubbiamente ci saranno alcuni ritardi nei lavori - ammette l'assessore regionale - e nuovi ritardi significano anche nuovi soldi. Ma è chiaro che la nostra priorità in questo momento è concentrare le energie e gli sforzi per ripristinare il collegamento tra Maciachini e Sondrio".

Al lavoro in queste ore, oltre alla Protezione civile e ai Vigili del fuoco, ci sono anche squadre dell’Amsa e tutor dell’Atm, l’azienda trasporti milanese, che provano a fare fronte alle richieste e alle lamentele dei passeggeri ormai con la pazienza agli sgoccioli. “Stiamo facendo il possibile – dice ancora l’assessore alla Protezione civile – anch’io abito in quella zona e parlo da cittadino. La situazione è molto seria, ma noi stiamo lavorando senza sosta, notte e giorno, senza tregua. La gente ha ragione a lamentarsi, ma le risorse sono quelle che sono e in questi anni non è stato fatto quello che si doveva fare”.

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