Milano, se va in tilt anche il Passante ferroviario

La stazione del passante di Repubblica. Stamattina quella bloccata era invece quella di Lancetti
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Convogli cancellati, nessuna informazione sugli orari e le destinazioni: per l'alternativa alla metropolitana un altro fallimento nel giorno del bisogno, in cui molti mezzi dell’Atm sono ancora bloccati dopo il nubifragio di sabato

di Fabrizio Basso

Corre sui binari il convoglio della salvezza. O meglio dovrebbe correrci. Al passante ferroviario, (semi)sconosciuto treno che taglia in due Milano, da Lancetti a Rogoredo, e porta nella metropoli pendolari da tutta la regione e non solo, si chiedeva di mostrare il suo abito migliore (o quanto meno un look moderno) proprio nel giorno - il 21 settembre - della débacle della linea gialla. Invece è franato miseramente.

Quotidianamente ricorro al passante: la tratta è sempre la stessa, Lancetti-Rogoredo andata e ritorno. Spesso l'informazione è lacunosa, i display latitano e i ritardi segnati sono approssimativi. Ma proprio oggi che mi attendevo la rivincita del passante, la bistrattata linea blu che corre nelle viscere di Milano, proprio oggi mi sono sentito più tradito. Stamane sono stati cancellati molti treni per Rogoredo, dove si fonde con la stazione ferroviaria: e ce n'era più bisogno visto il blocco della "gialla". Problemi tecnici? Cali di tensione lungo la linea? Perché non dirlo.

Con gli altri viaggiatori ci guardavamo attoniti sulle banchine d'attesa senza capire quanto sarebbe durata questa attesa. Alla fermata di Lancetti c'era, intorno alle 8.30, una folla da grandi occasioni. Queste situazioni risvegliano un sentimento che si chiama fratellanza. Le Ferrovie parlano di trasparenza e poi, quando serve, niente. Non sapevo, non sapevamo perché i treni per Rogoredo sono stati cancellati e neanche verso quale meta ansimava quello sul quale sono salito. Solo a bordo ho saputo che il mio treno puntava su Lodi e quindi ero stato fortunato nella scelta: ma se mi fossi ritrovato a Pioltello? Sono problemi che capitano spesso e non solo oggi ma quando è quando c'è una emergenza che tutti i limiti emergono. Per anni chi saliva in alcune stazioni non trovava obliteratrici. A Lancetti, per fare un esempio, chi timbrava lo faceva per onestà: tornelli aperti perennemente ammettevano ai binari senza ostacoli. Ora c'è qualcuno che controlla: ma quanti soldi sono evaporati in mancate timbrature? E a Rogoredo, dove sono nascoste le obliteratrici? Non quelle da biglietto ferroviario bensì quelle da ticket metropolitano.

Se questa è la modernità, si lamentava oggi qualche pendolare, forse si stava meglio quando a Milano si andava a piedi. Ora viviamo sopra reticolati di binari e gallerie retti troppo spesso da inefficenza e disinformazione.

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