Milano e la paura di vivere vicino al Seveso

Alcune persone bloccate in strada dopo le forti piogge che hanno colpito la città di Milano sabato 18 settembre (Kikapress)
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“Esonda 4 o 5 volte l’anno, ma stavolta l’acqua aveva una forza devastante. E in un attimo ho visto crollare tutto” racconta Carlo Lottici, titolare del ristorante danneggiato dal nubifragio che ha messo in ginocchio il capoluogo lombardo

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di Chiara Ribichini

“Mi sono affacciato alla finestra, il Seveso stava esondando. Neanche il tempo di scendere in strada e ho visto la mia macchina finire giù, inghiottita dalla terra. E in un attimo è crollato tutto. Sulla strada si è aperta una voragine che ha divorato i binari del tram. E’ franato il giardino del mio locale. Una cascata d’acqua si è portata via tutto: dall’insegna alla staccionata.”. Carlo Lottici, è il titolare del ristorante La Villetta di viale Zara 87 (Milano), danneggiato dal nubifragio che due giorni fa ha colpito il capoluogo lombardo. Un nubifragio intenso (in poche ore sono caduti 110 millimetri di pioggia) che ha paralizzato subito tutta la parte nord della città e che continua a creare problemi, nonostante sia tornato a splendere il sole già da 48 ore. Restano infatti chiuse quattro stazioni della metropolitana e, avverte l’Atm e il Comune, “chissà quando riapriranno”.

Chi come Carlo vive vicino al fiume Seveso è abituato a fare i conti con le piogge. E soprattutto con le esondazioni che “si verificano almeno 4 o 5 volte l’anno”. Il ristorante La Villetta è lì da 51 anni. “Lo scorso anno abbiamo festeggiato mezzo secolo alla presenza del sindaco di Milano Letizia Moratti”. “L’ultimo esondazione c’è stata poco più di un mese fa, il 5 agosto. Stavolta, però, l’acqua del fiume si è riversata tutta nel cantiere della metro 5, che è proprio di fronte al nostro ristorante. E’penetrata nel terreno e per strada si è aperta una vera e propria voragine di 30 metri per 20, con una profondità di 15 metri. L’acqua aveva una forza devastante”.

Nella voragine sono stati inghiottiti anche i binari del tram e il marciapiede. “E’ stata una fortuna che in quel momento non stesse passando nessuno. Né un tram né un pedone. Sarebbe potuta essere una strage”. Non solo. Tubature dell’acqua saltate, una nuvola di gas che rendeva l’aria irrespirabile. In strada sabato è stato il caos. “Vedevi le macchine con l’acqua che arrivava a metà portiera. Tra gli automobilisti c’era il panico. Siamo stati noi, abitanti dei numeri civici 97-98-99-100 a metterci all’inizio della via per fermare le macchine che volevano entrare e parcheggiare. Perché non c’era nessuna volante della polizia. Le forze dell’ordine e i vigili del Fuoco sono arrivati in ritardo. Non prima delle 20. E nessuno di noi sapeva cosa fare”.

Il ristorante La Villetta ora è chiuso. “Abbiamo buttato tutto il cibo che avevamo comprato e annullato tutte le prenotazioni per i prossimi giorni. Speriamo di riaprire nel giro di una settimana. Abbiamo già avuto un danno economico notevole”. L’ingresso al ristorante è crollato nella voragine. L’unico accesso al locale è ora la finestra del bagno, che si trova sul lato posteriore. “Sabato pomeriggio mio padre è entrato nel locale quando con l’acqua che già arrivava alle sue ginocchia. Quando è crollato il giardino era dentro con la cuoca. Ho visto il terrore nei loro occhi. Fortunatamente non c’erano clienti, altrimenti si sarebbe generato il panico”.

A 48 ore dopo dal nubifragio dalla voragine sono stati rimossi i binari del tram, il fango e le macerie. Probabilmente verrà fatta anche una colata di cemento vicino alle fondamenta del ristorante La Villetta, per evitare che l’acqua che penetra nel cantiere della metro possa continuare a “mangiare terra”. Ma bisogna fare in fretta. “Da due giorni è tornato il sole, ma i nostri occhi sono fissi al cielo. Abbiamo paura che nuove piogge possano metterci di nuovo in pericolo”.

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