La Rete parla di te. Ecco come monitorarla

La homepage di About Me
1' di lettura

Guida alla gestione responsabile dell’identità digitale. About Me permette di aggregare in un unico luogo tutti i profili dei social-network a cui si è iscritti. Pipl e 123People permettono invece di tenere sempre a bada la propria reputazione online

di Federico Guerrini

L’identità digitale è ormai importante quasi quanto quella reale. Con una veloce ricerca con Google o frugando nei social network, potenziali spasimanti e responsabili delle risorse umane cercano informazioni sulla persona che gli interessa. Perciò è importante non farsi trovare impreparati e magari giocare di anticipo, costruendo noi stessi il profilo che ci rappresenterà nel mondo virtuale. Come permette appunto di fare About.me, un servizio lanciato in queste settimane da un gruppo di imprenditori della costa Ovest degli Usa.

“Abbiamo ideato About.me per noi stessi – spiegano – dato che molti di noi hanno molteplici profili online, dispersi in vari servizi, fra cui Facebook, Twitter, LinkedIn e Flickr. Il problema è quello di riunire tutti questi profili insieme, in modo da ottenere un’unica identità online, per uso personale o professionale”. Il meccanismo di About.me è semplice: a ogni iscritto viene messa a disposizione una pagina Web (il cui indirizzo sarà nel formato “http://about.me/nomeutente”), in cui inserire una propria fotografia e dei loghi che puntano ai vari servizi Web di cui usufruisce.

Accedendo al proprio account, l’iscritto può consultare inoltre una lavagna virtuale in cui vengono riportate statistiche relative all’utilizzo dei vari network online (per esempio, quante foto ha postato su Flickr, o quanti aggiornamenti di stato ha inserito su Facebook), e a quante volte è stato consultato il suo profilo di About.me, e da chi. Al momento il servizio è ancora in fase sperimentale: vi si può accedere solo su invito, registrandosi nel sito e prenotando il proprio user name. Per quanto sviluppata in maniera originale, l’idea alla base di About.me non è del tutto nuova. Di servizi che permettono di ritrovare in un colpo solo tutto il materiale relativo a una certa persona disponibile sul Web ne esistono già parecchi.

Per gli utenti italiani, i più validi sono forse 123 People e Pipl. Il primo aggrega, in maniera un po’ disordinata, notizie provenienti da elenchi pubblici, blog, reti sociali, motori di ricerca, suddividendo il materiale trovato in modo da evidenziare a colpo d’occhio i dati importanti come email, numero di telefono, video e immagini in cui appare la persona desiderata. La ricerca avviene per nome e cognome e stato di residenza; è molto probabile perciò che fra i risultati se ne trovino molti riguardanti persone omonime.

Pipl dispone invece di un’interfaccia più scarna, in stile Google. Afferma di scansire anche il Deep Web, ossia quella parte della Rete normalmente invisibile ai motori di ricerca, costituita da database privati, periodici appartenenti a collezioni universitarie, e via dicendo. Consente di cercare anche per email o numero di telefono.

Sia Pipl che 123 People, possono rivelarsi molto utili per scoprire velocemente tutto quello che si può trovare in Rete al proprio riguardo. Il secondo dispone anche di un servizio di feedback grazie al quale è possibile rimuovere dal suo indice di ricerca eventuali informazioni “scomode”. In questo modo si eliminano però soltanto i link alle fonti delle notizie visualizzate su 123 People; ma queste ultime rimangono comunque visibili e rintracciabili attraverso Google. Per risolvere il problema alla radice, bisogna contattare uno per uno i vari siti, oppure ci si può rivolgere a un servizio professionale di gestione della reputazione online, come quello fornito da società come ReputationDefender o myOn-Id .

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