Rasha, milanese e musulmana: "Il velo è una mia scelta"

Rasha El Noukury, 29 anni, cittadina italiana di origine egiziana
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Mentre la Francia vieta burqa e niqab nei luoghi pubblici e in Italia molti plaudono al provvedimento, Rasha El Noukury, italiana di origini egiziane dice: "E' un indumento difficile per la nostra società ma non si può proibire un'usanza"

Veli, copricapi e vestiti nell'Islam: LE FOTO

di Giulia Floris


"Il corpo della donna è usato in modo così schifoso nel mondo occidentale, che ho scelto di portare il velo per reazione".
Rasha El Noukury, cittadina italiana di origini egiziane di 29 anni, collaboratrice del giornale online Mixa, una laurea in scienze internazionali e diplomatiche e un lavoro in banca, è una musulmana che porta il velo sul capo, per scelta.

Mentre la Francia decide di vietare i veli integrali come burqa e niqab nei luoghi pubblici e in Italia in molti (a partire dal presidente della Camera Gianfranco Fini) plaudono al provvedimento spiegando che il "velo integrale offende la dignità della donna", le chiediamo se questo tipo di indumento sia sempre una costrizione per la donna che lo porta.

"Capisco che il burqa sia un tipo di abbigliamento difficile per la nostra società - dice Rasha -  però non può esserci una legge che proibisce direttamente un'usanza, che tante volte è una libera scelta delle donne. In più molti ignorano che il burqa è usato soprattutto dalle donne convertite nei paesi occidentali, più che in quelli arabi.
Una legge che imponga di mostrare il viso quando è richiesta l'identificazione sarebbe più che sufficiente senza alimentare inutili tensioni".

Vede dei pericoli in questa polemica?
"Sì, c’è il rischio che i musulmani, sentendosi attaccati, reagiscano e si risveglino su una questione che per loro non è nemmeno prioritaria e che riguarda una minima parte delle donne islamiche".

Lei porta solo il velo sulla testa, questo ha mai provocato reazioni particolari?
"Gli sguardi sospettosi, o stupiti sono all'ordine del giorno. L'Italia non è abituata a vedere una ragazza giovane e vestita all’occidentale come me, velata: una musulmana occidentale, come sono io. Moltissimi pensano che io sia costretta a portare il velo, mentre mia madre, egiziana, non è velata e preferirebbe che io non lo portassi. E' capitato anche che il mio fidanzato, italo-egiziano,venisse insultato da sconosciuti, convinti che fosse lui a costringermi a portarlo, quando questa è solo una mia scelta".

Perché questa scelta?
"Il corpo della donna è usato in modo così schifoso nel mondo occidentale, che ho scelto di portare il velo per reazione. Ci guardano solo se siamo alte, belle bionde e allora io decido di farmi vedere solo da chi voglio io e come voglio io. E in realtà ho notato che così riscuoto anche più interesse e suscito più curiosità".

Anche in molti Paesi musulmani la condizione della donna non è semplice e non le sono riconosciuti nemmeno i diritti civili…
"L'Islam come religione ha cercato di elevare il ruolo della donna, ma certamente la mentalità maschilista in molti Paesi musulmani esiste, come ad esempio in alcune società povere del Nordafrica, ma la rivoluzione deve avvenire dall'interno, non può arrivare dall’Occidente. Io credo che nei paesi musulmani avverrà col tempo lo stesso processo che è avvenuto nelle società occidentali. In realtà poi il vero Paese dove la donna è trattata come una schiava è l'Arabia Saudita, di cui non si parla mai perché è alleato dell’Occidente".

Pensa che in Italia vi sia molta ignoranza riguardo all’Islam?
"Sì, c’è tanta ignoranza, ma anche per colpa dei musulmani che tendono a chiudersi nelle loro comunità e a non farsi conoscere all'esterno. Bisognerebbe fermarsi a parlare con gli altri, spiegare quello che siamo, ma tante volte è più facile chiudersi".

Guarda la video-intervista a Rasha su Mixa


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