Da Facebook ad Adro, è la protesta contro la scuola leghista

Il gonfalcone di Adro (a sinistra) a confronto con il simbolo Sole delle Alpi (a destra)
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Sul social network è nata l'idea di un presidio nella cittadina bresciana il 18 settembre. Aderiscono anche i sostenitori del Pdl. Farefuturo: contro il pericolo padano un tricolore in ogni classe. E intanto una mamma ha deciso di ritirare le due figlie

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di Greta Sclaunich

Proseguono le critiche e le proteste nei confronti dell'Istituto "Gianfranco Miglio" di Adro (Brescia), la scuola tappezzata da "700 simboli leghisti" e contestata da subito con un post di denuncia su Facebook proprio per tutti quei simboli del "Sole delle Alpi".   Inaugurata il 13 settembre dal sindaco Oscar Lancini è adesso al centro di una protesta nata sul social network: un presidio di protesta, ad Adro, che si terrà sabato 18 settembre. Un'iniziativa che si aggiunge ad altre prese di posizione, come per esempio quella del dirigente scolastico di Adro Gianluigi Cadei che, appoggiato dal corpo docenti, ha chiesto al sindaco la rimozione dei simboli leghisti. Alla manifestazione di sabato parteciperanno i membri del Pd locale e ad alcuni dirigenti lombardi del partito, come per esempio il consigliere regionale Giuseppe Civati, ma anche tesserati e simpatizzanti del Pdl del paese bresciano.
E intanto arrivano anche i primi ritiri. Una mamma ha deciso infatti di ritirare le due figlie che frequentano la prima e la terza media. " Ho preso la decisione - spiega la madre - per protesta. Io le ho mandate a una scuola statale e mi sono ritrovata con dei simboli che riconducono a un partito. Non lo posso accettare".

Il sindaco leghista Oscar Lancini, che ha aperto l’anno scolastico esponendo il gonfalone del comune e non la bandiera italiana, si difende.
Secondo quanto dichiara al Corriere della Sera quello esposto a scuola "non è un simbolo leghista, ma quello del Sole delle Alpi, da sempre simbolo di Adro. Simbolo di gioia e allegria". Se il corpo docente lo osteggia, al contrario “la Gelmini ha capito”.  Il ministro dell’Istruzione invece, dopo aver in un primo momento criticato l’iniziativa, poi abbozzato dicendo che si limitava a prenderne atto, ora sostiene di essere “perplessa". Sottolineando però che “i benpensanti che stigmatizzano il comportamento del sindaco di Adro si dimenticano le molte volte in cui la scuola diventa oggetto di contrapposizioni politiche da parte della sinistra”.  In tutti i casi, il problema resta. Per esempio, come chiede il consigliere regionale Pd Girelli in una lettera a Napolitano: come si farà ad eliminare tutti quei Soli delle Alpi, come previsto dalla legge, quando la scuola ospiterà i seggi per le elezioni?

Se lo chiedono anche “i circa 110 tesserati del Pdl di Adro, che non condividono l’iniziativa di Lancini”. Il calcolo è di Maurizio Gandossi, 51 anni, iscritto al Pdl e consigliere comunale per la lista civica Linfa (che riunisce partiti di centrosinistra e centrodestra). Alle ultime elezioni amministrative ha totalizzato il 33,3% dei voti, mentre la Lega di Lancini se n’è aggiudicato il 61,1%, formando una giunta monocolore. Decisione insolita, quella del Pdl di Adro? “No, perché? Anche se siamo alleati al Governo non significa che a livello locale si debba accettare tutto. E qui noi non siamo d’accordo con le decisioni della giunta leghista”.
La coordinatrice provinciale Viviana Beccalossi avrebbe dovuto tenere una conferenza stampa il 16 settembre sulla vicenda di Adro, ma - dice Gandossi - all’ultimo l’ha annullata. Su Brescia Oggi aveva duramente criticato l’iniziativa leghista, dichiarando che "come madre, avrei seri dubbi se far frequentare a mio figlio la scuola di Adro". E ancora: "Credo che il sindaco di  Adro, per un eccesso folkloristico, abbia compromesso l’immagine di una bella iniziativa che condividiamo e appoggiamo. Che però, ricordiamo, è stata costruita con i soldi della pubblica amministrazione, non della Lega Nord".
“Prese di posizioni ufficiali per ora non ce ne sono state – dice Gandossi – Stiamo valutando di farlo noi, a livello locale. Anche se mi aspetto un gesto, un giudizio, qualcosa a livello più alto”.

Anche il Pd, come gli altri partiti della lista Linfa, sarà in piazza Costantino Ruggeri sabato mattina per il presidio contro la scuola. “Un vero peccato: è bella e moderna, se non ci fossero tutti quei simboli leghisti potrebbe essere uno dei fiori all’occhiello del Comune”, sospira Silvio Ferretti, 40 anni, impiegato e coordinatore Pd di Adro, paese dove risiede da sempre. Le dichiarazioni del sindaco, che sostiene il Sole delle Alpi sia uno dei simboli del centro, lo fanno ridere: “Se è così, perché il gonfalone mostra uno scudo verde dove campeggia una grande A bianca con tre grappoli d’uva dorati?”.

Oltre alla manifestazione, su Facebook è stata lanciata anche la proposta di esibire il tricolore sabato mattina in tutta Italia, a sostegno dell’iniziativa.
Di più. Come sostengono i finiani di FareFuturo, "contro il pericolo padano"o si potrebbe esporre una bandiera tricolore in tutte le scuole d'Italia: "Vogliamo una bandiera intera. Vogliamo un tricolore in ogni classe, davanti agli occhi di ogni studente, in ogni scuola d’Italia (Adro inclusa). Una rivoluzione tricolore. Ce n’è bisogno. Per ricordare che quella bandiera è un simbolo di libertà, non di oppressione. Per ricordare che il tricolore è un simbolo del “popolo italiano”, prima che dello Stato. Per ricordare che è lì sopra che, oltre a leggere il nostro passato, dobbiamo scrivere il nostro futuro. Chi ci segue?".


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