Nola, liberato imprenditore rapito

Antonio Buglione
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Antonio Buglione, sequestrato il 12 settembre, è riuscito a fuggire dalla ex serra dov'era detenuto e a raggiungere la casa di un amico a Marigliano. Da lì ha chiamato i carabinieri: il suo rapimento è durato solo due giorni

E' stato ritrovato Antonio Buglione, l'imprenditore 54enne di Nola rapito il 12 settembre.
Il suo sequestro, per il quale i familiari avevano avanzato l'ipotesi di rapimento al fine di ottenere un riscatto di 5 milioni di euro, si è concluso dopo due giorni.

Buglione è stato trovato nel napoletano: sarebbe riuscito a liberarsi da solo e avrebbe raggiunto con mezzi di fortuna la casa di un suo conoscente nel centro di Marigliano.
Un'aspetto da far spavento: una catena ancora fissata al collo, il volto tumefatto dalle percosse e la maglia sporca di terra.
Da lì avrebbe telefonato ai carabinieri, che sono andati a prenderlo e lo hanno portato nella caserma di Castello di Cisterna per interrogarlo.

Secondo le prime informazioni, durante la sua prigionia sarebbe stato detenuto in un terreno fino a poco tempo fa adibito alla coltivazione di rose, tra serre invase dalle erbacce e tralicci dell'energia elettrica. L'imprenditore, titolare di numerose società di vigilanza privata, era stato rapito mentre rientrava a casa dal bar di Saviano, intorno alle 20: ad aspettarlo ci sarebbe stato un commando armato. La sua auto è stata ritrovata dai carabinieri in una strada nell'hinterland di Nola. Nella notte successiva al rapimento il fratello, Carlo, aveva ricevuto una telefonata anonima che prometteva il rilascio di Buglione in cambio di un riscatto pari a 5 milioni di euro.

Antonio Buglione era stato in passato coinvolto in indagini sulla camorra: la società International Security Service, fondata col fratello Carmine, all'inizio del 2010 era stata sottoposta ad un provvedimento di interdizione da parte della Prefettura per infiltrazione mafiosa.

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