Rapito imprenditore a Nola: chiesto un riscatto di 5 milioni

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Antonio Buglione è stato sequestrato il 12 settembre. Sarebbe già stata chiesta una cifra per la sua liberazione ma gli investigatori non escludono si tratti di una vendetta. Buglione era stato in passato indagato per associazione di stampo camorristico

Un imprenditore della sicurezza coinvolto in passato in indagini sulla camorra è stato rapito domenica sera nella zona di Nola, in Campania, e per il suo rilascio sono stati chiesti 5 milioni di euro. Lo riferiscono fonti investigative. Il sequestro di Antonio Buglione, imprenditore nolano è avvenuto in circostanza ancora non chiarite.

Secondo fonti investigative, nel corso della notte uno dei suoi fratelli, Carlo, ha ricevuto una telefonata anonima in cui si chiedeva per il suo rilascio un riscatto da 5 milioni di euro. In seguito alla segnalazione, i carabinieri hanno poi ritrovato abbandonata l'auto dell'imprenditore, una Fiat Panda, in una strada dell'hinteland di Nola. Buglione, insieme al fratello Carmine, è titolare di diverse aziende campane. In particolare della International Security Service di Nola, una società di vigilanza già coinvolta in passato in indagini di camorra, e che all'inizio dell'anno è stata sottoposta a un provvedimento di interdizione da parte della Prefettura per "infiltrazione mafiosa". La Iss aveva anche vinto, in precedenza, l'appalto per la sicurezza del Consiglio Regionale della Campania.

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