La malasanità entra in sala parto: 4 casi in due settimane

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Matera, Messina, Roma e ora anche Padova. La Procura ha aperto un’inchiesta sul caso dell'ambulanza negata a una donna di 27 anni che al settimo mese ha perso il bimbo colpita da una gravissima emorragia. La puerpera è ancora in coma

Stavolta è toccato a Padova, dove una donna al settimo mese di gravidanza ha perso il suo bambino, e ora rischia la vita dopo aver subito l'asportazione dell'utero a soli 27 anni. Padova segue Matera, Messina e Roma. La malasanità sembra aleggiare sulle sale parto e i reparti di neonatologia degli ospedali italiani, con un bilancio gravissimo riportato in poco più di due settimane.

Ad aprire l'infelice lista una vicenda che ha dell'incredibile: al Policlinico di Messina (DEGRADO IN CORSIA, GUARDA IL VIDEO), lo scorso 26 agosto, scoppia un violento litigio fra due medici mentre sul lettino c'è una donna di trent'anni in procinto di partorire per la prima volta. La scazzottata avrebbe ritardato l'intervento sulla puerpera e provocato seri danni a lei e al bambino.
Negli stessi giorni al Policlinico Casilino di Roma muore un bimbo a due giorni dalla nascita. Appena venuto al mondo, il piccolo Jacopo viene dichiarato perfettamente sano, pesa oltre 3 chilogrammi ed è lungo 50 centimetri. Ma dopo qualche tempo ha difficoltà respiratorie, tanto che i medici decidono di intubarlo e di metterlo in incubatrice. Durante la notte, però, il tubo si sarebbe staccato e, a quanto pare, nessuno se ne sarebbe accorto. Secondo la denuncia dei genitori, il bambino avrebbe anche ingerito liquido amniotico.
Giovedì scorso il caso di Matera, dove una donna di 32 anni è deceduta dopo aver dato alla luce due gemelli con parto cesareo. L'azienda sanitaria locale ha avviato un'inchiesta "per individuare le ragioni del decesso".
Segue il caso di Matera, con un nuovo episodio drammatico seguito a un parto. Una donna di 32 anni, di un comune della provincia, è morta giovedì scorso nell'ospedale Giovanni Paolo II di Policoro. La paziente era ricoverata nel Reparto di Ostetricia e ginecologia dove nella notte aveva dato alla luce due gemelli, dopo il parto con taglio cesareo.

Sabato 11 settembre, infine, la vicenda che ha indotto la Procura di Padova ad aprire un'inchiesta. Protagonista una donna di 27 anni di Campagna Lupia, in provincia di Venezia, ora in coma farmacologico dopo aver perso il bimbo che aveva in grembo. Alla puerpera, al settimo mese di gravidanza, è stato praticato un parto cesareo d'urgenza, dopo una drammatica corsa fra due ospedali fatta senza l'ambulanza.
In un primo momento, colta da forti dolori, la 27enne si era rivolta ieri accompagnata dal marito all'ospedale Piove di Sacco, il paese dove risiede, ma i medici hanno ritenuto che non avesse nulla di grave. Sulla base delle insistenze della coppia la donna sarebbe stata indirizzata a Padova dove avrebbe potuto partorire prematuramente. Il marito 28enne della ragazza avrebbe chiesto una ambulanza per raggiungere il nosocomio: al diniego la donna e l'uomo si sono visti costretti a fare autonomamente raggiungendo Padova in macchina. Una volta arrivati, senza l'aiuto di alcuno, i medici hanno rilevato le gravissime condizioni della donna: operata immediatamente i medici non sono riusciti a fare nulla per salvare il piccolo.

Drammatica la situazione della 27enne che si è anche vista asportare l'utero: in coma farmacologico rischia la vita. "Qualora sul caso emergessero negligenze, leggerezze, omissioni o peggio - assicura il governatore del Veneto Luca Zaia - saremo inflessibili nel colpire duramente i responsabili della morte di un neonato e dei danni irreversibili subiti dalla madre".

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