Tettamanzi: "E' ora che Milano abbia una moschea"

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Alla vigilia della fine del Ramadan l'arcivescovo sollecita le autorità a trovare una soluzione per la comunità islamica. La risposta di Maroni: "Sono il ministro dell'Interno, non un costruttore di moschee"

"I musulmani hanno diritto a praticare la loro fede nel rispetto della legalità. Spesso, però la politica rischia di strumentalizzare il tema della moschea e finisce per rimandare la soluzione del problema, aumentando il livello di scontro". Sono alcune dichiarazioni, riportate da La Repubblica, dell'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi che, in sostanza, chiede che "venga risolta urgentemente" la questione della mancanza di una moschea nel capoluogo lombardo. "Le autorità locali - afferma l'arcivescovo - devono cercare di trovare una soluzione in tempi brevi: rimandare il momento in cui la questione sarà affrontata può solo incancrenire la situazione e aumentare la tensione". Per Tettamanzi "è ora di mettersi attorno ad un tavolo a ragionare concretamente, senza temere le critiche" e poi incalza: "è un mio forte desiderio che non si procrastini ancora l'attesa della comunità islamica che chiede, legittimamente, di avere un posto per pregare".

Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un'opinione su quanto detto da Tettamanzi Roberto Maroni si è tirato fuori: "Io sono il ministro dell'Interno, non costruisco moschee", aggiungendo che prende "atto della posizione del cardinale"

Abdel Hamid Shaari, presidente dell'Istituto  Islamico milanese di Viale Jenner, ha invece dichiarto che "il Cardinale Dionigi Tettamanzi è l'unica coscienza morale ed etica rimasta a Milano. Non a caso riusciamo ad avere un dialogo con lui, attraverso i giornali o  cordiali scambi di lettere. L'unico ad avere una dialettica normale fatta di tolleranza verso chi la pensa diversamente. Non è così per la politica di questo paese, che non è affatto normale, non dialoga, è di parte, non rispetta la Costituzione e la Carta dei diritti umani, in un clima di intolleranza condita da razzismo e xenofobia, fomentando la paura verso chiunque è 'diverso'".

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