Roma, nomadi in piazza contro le discriminazioni

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Il popolo rom a Campo de' Fiori in segno di gemellaggio con le manifestazioni francesi. Per dire "no alle segregazioni e alle deportazioni". Ma per il sindaco Gianni Alemanno è stata una "protesta ideologica e poco sostanziale"

Si protesta raccontando la propria esperienza di vita, raccogliendo firme per "i diritti negati", esponendo striscioni antirazzisti e danzando. La voce del popolo rom che si è levata da Campo de' Fiori, a Roma, in segno di "gemellaggio" con le manifestazioni francesi , è variegata come chi in piazza lo rappresenta: studenti universitari e operai, accanto a decine di nomadi. La piazza capitolina non si e' riempita, ma chi c'e' stato ha "manifestato con il cuore".

Le testimonianze - "Ho 24 anni e da 14 vivo in Italia, a Trento - racconta Baskim Berisa studente universitario di giurisprudenza - oggi sono venuto a Roma perché mi sento discriminato. Quando i media parlano di rom lo fanno sempre in maniera negativa, senza considerare le persone integrate, che studiano, lavorano e mandano i figli a scuola". "Luminiza, 24 anni, con tre figli a carico, vive a Roma in un appartamento in via Prenestina e racconta: "sono qui in Italia da quattro anni, sono andata via dalla Romania perché lì non ci sono soldi per mangiare. Anche qui siamo poveri, viviamo raccogliendo la roba dall'immondizia e rivendendola nei bazar, ma almeno io e mio marito riusciamo a dar da mangiare ai nostri figli. Ora dicono che vogliono mandarci via, ma noi non possiamo, non vogliamo andarcene".

Il sit-in - A Roma il popolo rom è sceso in piazza per dire soprattutto "no al razzismo contro il popolo rom e sinti, no alla segregazione e no alle deportazioni". Uomini, donne e bambini si sono ritrovati a Campo de' Fiori, a due passi da piazza Farnese dove ha sede l'ambasciata francese per la manifestazione organizzata dal coordinamento nazionale antidiscriminazione, che ha trovato l'adesione tra gli altri di sinistra Ecologia e libertà, della Cgil. Un sit-in al quale ha partecipato anche il segretario del Prc, Paolo Ferrero. "La bestia peggiore che l'Europa conosce è il razzismo - ha detto - e ancor più grave è il razzismo di Stato che alcuni governi europei stanno iniziando a praticare, insieme ad alcuni sindaci".

Gli attacchi dell'opposizione - E accanto agli striscioni esposti dalle organizzazioni Rom e Sinti che recitavano "No ai Pogrom, stop a xenofobia, non aspettiamo la shoah per intervenire", nella piazza romana hanno sventolato tante bandiere rosse, della Cgil, Sel e Prc. Il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio, è intervenuto al sit-in ricordando il bambino rom morto una settimana fa nel rogo di un accampamento abusivo della capitale . "La morte di un bambino rom è la sconfitta di una società civile - ha detto -. Tutte le politiche di integrazione che erano state messe in piedi in questa città sono state distrutte".
"L'idea che si possa rispondere alla morte di un bimbo buttando giù le baracche è assurda - gli ha fatto eco la consigliera regionale dell'Idv Giulia Rodano - ed è ancor più assurdo che questa diventi un problema di ordine pubblico".

Alemanno: "Manifestazione ideologica" - Ma per il sindaco Gianni Alemanno, in visita a Parigi, la manifestazione dei Rom a Roma è "ideologica e poco sostanziale. Noi - ha detto- respingiamo qualsiasi approccio etnico agli sgomberi e agli allontanamenti. Fin dall'inizio, abbiamo rispettato il principio di legalità, sia che si trattasse di italiani, di extracomunitari, di nomadi. Il discrimine è individuale". L'obiettivo del Comune di Roma, ha ribadito Alemanno, è "garantire la legalità come premessa al lavoro di integrazione".

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