L'Aquila, io miracolato che non ha mai smesso di lavorare

Uno scorcio del centro storico de L'Aquila
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Luca Marinangeli ha uno storico panificio in città che non ha subito danni con il sisma. Chiuso "solo" due mesi per mancanza di gas e qualche giorno per il G8 pensa ai commercianti meno fortunati: unico sussidio 2400 euro. E ora ci chiedono le tasse...

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Luca Marinangeli è il gestore del panificio Pettinella di Pettino. La sua è la storia di una lunga tradizione di famiglia partita nel lontano 1908. E' uno dei pochi commercianti che ha avuto la fortuna di riaprire a poche settimane dal sisma che il 6 aprile del 2009 ha devastato la città. Ma denuncia: c'è ancora troppo da fare per gli aquilani.


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Mi sento un miracolato. Il panificio non ha subito alcun tipo di danno. Dopo il terremoto siamo rimasti chiusi per due mesi, ma solo perché non avevamo fornitura di gas. All’inizio la ripresa è stata lenta; Pettino era deserta e noi non rifornivamo le tendopoli, insomma non c’era granché bisogno del nostro pane. Ma abbiamo riaperto lo stesso: per vivere abbiamo bisogno di lavorare. E ora il volume di affari è tornato più o meno lo stesso di prima. Ma per chi aveva un negozio nel centro, non è stato così facile. Molti hanno riaperto solo poco tempo fa e molti altri sono ancora chiusi. L'assurdo, è che gli aiuti arrivati dal governo sono stati gli stessi per tutti: un indennizzo di 800 euro mensili per 3 mesi a qualsiasi esercente che avesse l'attività chiusa causa terremoto. Poi più nulla. Io almeno ho riaperto la mia attività, ma come fa a vivere chi non è ancora potuto ripartire? Ci era stato promesso un rimborso per ogni giorno di chiusura forzata da quantificare in base all’ultima dichiarazione dei redditi. Ma a l’Aquila nessuno ha visto niente. A me sono stati rimborsati solo i giorni in cui ho dovuto chiudere per il G8. Il mio panificio, infatti, si trova sulla statale 80, coinvolta dal passaggio delle autorità. Ma a far ripartire l'economia chi ci pensa davvero? Perché noi terremotati d’Abruzzo non abbiamo avuto lo stesso trattamento che è stato riservato alle vittime del Molise? Ho letto che i lavoratori dipendenti hanno avuto un risarcimento di 18 mila euro, i pensionati di 9 mila euro. Per noi invece, non è ancora stato deciso nulla. Inoltre, sempre nel caso del Molise, è stata chiesta la restituzione del 40% delle tasse, che sono state sospese per 3 anni. Gli aquilani, invece, devo versare il 100% dei contributi a partire dal gennaio 2011. Perché un trattamento così diverso? E’ una grande ingiustizia. Forse non ci si rende conto che la situazione qua è catastrofica. L’economia è disastrata.

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