Gelmini: "Impossibile assorbire 200mila precari"

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Il ministro dell'Istruzione presenta tutte le novità dell'anno scolastico 2010-2011. E sulle proteste degli insegnanti in sciopero della fame: "Sono frutto di strumentalizzazioni politiche". Dure le prime reazioni in rete. GUARDA LA CONFERENZA STAMPA

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La scuola pubblica non è in grado di assorbire tutti i 200.000 lavoratori precari della scuola, nonostante le proteste che si stanno svolgendo in diverse parti d'Italia. Lo ha detto il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi per presentare il nuovo anno scolastico 2010-11.
"I precari che ereditiamo sono 200.000, un numero spaventoso, che è il frutto di politiche disinvolte del passato che la scuola non era in grado di finanziarie. Nessun governo può assorbire 200.000 precari".

Il ministro ha detto che si sta facendo uno sforzo di razionalizzazione circa il numero degli insegnanti non di ruolo da far lavorare, che si basa sull'entità della popolazione scolastica. "Prima di chiedere più risorse al governo ci si deve preoccupare di ottimizzarne l'impiego. In un periodo di stretta sui conti pubblici è utopico chiedere ora più risorse", ha detto Gelmini giustificando il fatto che non sono stati previsti grandi investimenti pubblici sulla scuola.

Sulle proteste dei precari in corso, tra cui gli scioperi della fame in diverse regioni, il ministro ha detto che "sono in parte il frutto di strumentalizzazioni politiche". "Non inconterò chi è venuto a protestare davanti a Palazzo Chigi", ha detto. "La strumentalità deriva dal fatto che non abbiamo ancora completato le operazioni (di assegnazione dei posti ai precari). Protestano senza essere stati ancora esclusi".
La Gelmini ha aggiunto che il numero degli insegnanti di sostegno è aumentato nell'ultimo anno da 90.400 a 93.100 insegnanti. "Il problema è semmai a monte nella facilità con cui le Asl certificano la disabilità e degli abusi ci sono".

Il ministro ha difeso la riforma della scuola superiore: "Ogni riforma ha sempre un margine di rischio, un margine di correttivi. Ma quest'anno siamo di fronte di una riforma epocale, che si sforza di creare un collegamento con il mondo del lavoro e con il mondo dell'università. Anche per gli insegnanti ci sono delle opportunità concrete".

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