Ballaman, se il leghista usa troppo l'auto blu

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La Corte dei conti indaga su una lista di 70 spostamenti privati del presidente del Consiglio regionale del Friuli. Lui accusa gli autisti e si difende: "Se ho sbagliato pagherò, ma non mi dimetto"

Una cena con la fidanzata, all'aeroporto per un viaggetto romantico, all'ospedale per una visita al papà di lei. Sempre a bordo dell'auto blu della Regione Friuli Venezia Giulia.
Ora sul leghista Edouard Ballaman, presidente del Consiglio regionale, è in corso un'indagine della Corte dei Conti: oggetto, circa 70 'missioni' che con la politica hanno poco o nulla a che fare.

La lista dei viaggi privati di Ballaman, pubblicata dal Messaggero Veneto e ripresa dal Corriere della Sera, comincia nel 2008, dal giorno della sua elezione. Tra le voci si trova un po' di tutto: si va da una trasferta a Milano per assistere alla partita di calcio tra Padania e Tibet a brevi puntate di lavoro nei paesi friulani, passando da visite ai genitori della fidanzata e serate a teatro. L'auto blu sarebbe anche servita come comodo taxi per farsi portare e venire a prendere all'eroporto di Venezia in occasione di viaggi romantici con la sua dolce metà. E pure per accogliere ed accompagnare i parenti di lei in arrivo dal Sud Africa in occasione del loro matrimonio.

Forse ricordando l'impegno della Lega Nord contro le auto blu, il 1 aprile di quest'anno Ballaman ha voluto rinunciare alla sua tra i plausi dei compagni di partito. Grazie a questa mossa, il suo stipendio era cresciuto di 3.200 euro mensili: il rimborso chilometrico previsto per chi usa l'auto privata.
Proprio in questa rinuncia andrebbe cercato secondo lui il motivo del clamore di questi giorni. "Probabilmente a lasciarli a casa, mi sono inimicato qualche autista - ha spiegato, dicendosi sereno e tranquillo - La maggior parte dei viaggi è giustificata. Sul resto vedranno i legali".

"Se ho sbagliato pagherò, ma non fino alle dimissioni". Dice lui. I suoi compagni di partito non ne sono così certi. Secondo il Messaggero Veneto nella seduta del Consiglio del 1 settembre (Ballaman assente) qualcuno della maggioranza di centrodestra avrebbe già pensato ai possibili sostituti, altri - i più pessimisti - avrebbero ipotizzato addirittura un intervento dei vertici della Lega a Milano.

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