Scuola, dilaga la protesta dei precari

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Dopo Palermo, sciopero della fame anche a Milano dove cinque insegnanti digiuneranno e dormiranno accampati davanti all'ufficio scolastico regionale contro i tagli previsti dalla legge 133

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Precari della scuola in sciopero della fame anche a Milano. Dopo Palermo, la protesta si estende anche al capoluogo lombardo, dove due uomini e due donne hanno deciso di non mangiare per chiedere "non solo la difesa dei nostri posti di lavoro ma una scuola pubblica statale di qualità".

Cristina Virardi (insegnante di lettere alle medie di 29 anni, precaria da tre), Alessandro Risi (professore di latino e greco di 37 anni, precario da otto), Davide Bondesan (insegnante di latino e greco di 28 anni, precario da tre) e Miriam Petruzzelli (insegnante di sostegno di 34 anni, precaria da sei) rinunceranno al cibo almeno fino a sabato e dormiranno nelle tende e nella roulotte davanti al provveditorato "affamati di dignita"', come recita il cartello che i quattro portano al collo.

"Siamo contrari a ogni ipotesi di smantellamento – spiegano - regionalizzazione o ingresso dei privati. Inoltre, chiediamo il ritiro dei tagli previsti dalla legge 133 e il reintegro dei finanziamenti".
In un incontro con la stampa davanti all'Ufficio scolastico regionale i precari hanno portato avanti anche delle istanze locali, come la richiesta di "un tavolo che faccia chiarezza sui numeri dei  tagli a Milano e in Lombardia e che decida misure di sostegno concrete a chi perderà il posto".

Dopo i precari di Palermo, la protesta dilaga dunque da Nord a Sud con iniziative analoghe: digiuna da giorni Daniela Basile, insegnante precaria di Benevento; a Pordenone un'insegnante elementare di 55 anni ha cominciato lo sciopero della fame, ha deciso di dormire in macchina e si fermerà soltanto quando otterrà un incarico a tempo pieno e a Napoli è in corso un sit-in permanente davanti al provveditorato.

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