38-peso-perfetto: l’anoressia è un “Maledimiele”

Benedetta Gargari è la protagonista del film "Maledimiele"
1' di lettura

Il film di Marco Pozzi riceve il Premio Speciale del Fiuggi Family Festival alla 67esima Mostra di Venezia. “Non presento lo scheletro di un’ammalata ma il mondo visto con i suoi occhi”. E spesso esaltato in rete. L’INTERVISTA AL REGISTA

VENEZIA IN MOSTRA: L'ALBUM FOTOGRAFICO

IL BACKSTAGE DEL FILM

di Chiara Ribichini


“E’ un malessere dolce, che come il miele scivola nelle pieghe del corpo e della mente”. Ma è amaro, velenoso nelle conseguenze, un male che può portare alla morte. Questa la storia raccontata da Maledimiele del regista Marco Pozzi, che il prossimo 11 settembre riceverà il Premio Speciale del Fiuggi Family Festival, durante la 67esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Maledimiele, tutto attaccato. Cosa significa?
Riprende il nome della prima fase dell'anoressia, detta “Luna di miele” perché è un momento in cui l’ammalata si sente bene. Più dimagrisce e più si sente forte. E’ in quel momento che si ribalta la verità e che si insinua nell’adolescente la convinzione che “sono gli altri a sbagliare”. Poi, inizia il declino fisico e psichico. Il film si ferma qui, quando la malattia è conclamata. Non arriva all’ultima fase, allo scheletro e al rischio di vita.

Come si può portare sullo schermo un silenzioso rifiuto del cibo?
Non ho mai mostrato lo scheletro. Non mi interessava la scarnificazione del corpo ma la dimensione mentale della malattia. L’obiettivo del film è far vedere allo spettatore il mondo con gli occhi di Sara, un’adolescente di 15 anni che si ammala di anoressia.

Dunque non c’è la sua magrezza in primo piano?
Per parlare del corpo ho utilizzato un elemento simbolico: un lenzuolo, una sorta di “sudario”, su cui Sara si stende disegnando il suo profilo. Man mano che perde peso diventa sempre più stretto finché non scrive su quel lenzuolo “38 peso perfetto”. Questo termine non è un’invenzione dello sceneggiatore.

Che cos’è?
Il nickname che abbiamo trovato su un blog pro-ana.

L’anoressia dilaga in rete, con più favorevoli che contrari…
Oggi, rispetto a quattro o cinque anni fa, la presenza dei numerosissimi siti pro-ana consente a chi si ammala di “socializzare la malattia”. Solo in Italia si parla di circa 300 mila blog e forum che inneggiano all’anoressia dove le ragazze creano un immaginario che va assolutamente contrastato. Sono frequentissime, ad esempio, le foto di modelle professioniste ritoccate dalle adolescenti che soffrono di anoressia: attraverso Photoshop le rendono ancora più strette, allungate e smagrite, come le statue di Giacometti.

Sembra conoscere molto bene quel che accade su internet
Per realizzare il film io e la sceneggiatrice Paola Rota abbiamo fatto un lungo lavoro di preparazione proprio in rete, oltre a frequentare per un anno e mezzo i centri più importanti per la cura dei disturbi alimentari. E anche con Benedetta Gargari, la protagonista del film, ho lavorato molto sul web.

E’ stato difficile trovarla?
Il casting per l’attrice che interpreta Sara si è chiuso ad aprile dello scorso anno a la Rinascente di Milano (dove siamo stati anche noi di Sky.it, ndr) ma ho trovato la protagonista solo a luglio. Benedetta mi ha convinto subito.

Magra ma niente affatto anoressica. Perché l’avete scelta?
E’ vera. Riesce ad entrare subito nella testa dello spettatore per condurlo nella dimensione della malattia. A soli 15 anni è già una grande attrice. Mentre recita trova sempre una parte di se stessa, raschiando nella sua anima. Accanto a lei ho voluto due grandi professionisti come Gianmarco Tognazzi e Sonia Bergamasco, che interpretano i genitori.

Per una ragazza di 15 anni, sia pure un’attrice professionista, calarsi nel ruolo di una anoressica può forse essere pericoloso. Come l’avete aiutata?

Il film è stato seguito dal punto di vista medico sia per l’aspetto psicologico sia per quello chimico e nutrizionale. Benedetta ha voluto perdere 5 chili per entrare di più nel personaggio, ma non le era stato richiesto. E li ha ripresi subito. Le scene più difficili sono state quelle in cui doveva fingere gli attacchi bulimici, in cui doveva ingurgitare grandi quantità di biscotti. Alla fine della giornata era stremata fisicamente. Ma Benedetta è una ragazza forte, con un grande rigore e una grande maturità.

Il film è girato a Milano. Un segnale al mondo della moda?

Ho scelto Milano perché la moda impone delle immagini che diventano un immaginario. Ma è sbagliato e dannoso legare l’anoressia solo alla moda. E’ una malattia che ci interroga da vicino. Tutti. E’ una sorta di protesta, il non volersi uniformare a ciò che il contesto sociale propone e impone. Alle difficoltà di comunicazione all’interno della famiglia borghese. Per questo è così difficile avvicinarsi all’anoressia, perché ci chiama in causa.

SCHEDA DEL FILM
Cast tecnico:
Produzione: 3per
Produttori esecutivi: Simone Bianchi e Paolo Boriani
Regia: Marco Pozzi
Sceneggiatura: Paola Rota e Marco Pozzi
Fotografia: Alessio Viola
Montaggio: Claudio Bonafede
Musica: Claudio Pellissero
Scenografia: Valentina Pavan
Costumi: Sabina Maglia
Suono in presa diretta: Roberto Mozzarelli

Personaggi e interpreti
Sara: Benedetta Gargari
Anna: Sonia Bergamasco
Enrico: Gianmarco Tognazzi
NonnaIsa: Barzizza
Luca: Alessandro Marverti
Martina: Dafne Masin
Clara: Micol Donghi
Giacomo: Tazio Nicoli

Guarda anche:
Tutte le notizie sulla 67° Mostra di Venezia
Tutte le notizie sull'anoressia

Leggi tutto