Scuola, "lo sciopero della fame serve a tutti i lavoratori"

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In una lettera aperta la figlia di una delle precarie che da giorni protesta contro le misure previste dal ministro Gelmini denuncia l'indifferenza dei cittadini e rilancia: "Mia madre sta rischiando anche per voi, i tagli saranno ovunque"

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"Negli ultimi sei giorni di presidio permanente in cui mia madre sta scioperando per avere il diritto di lavoro, ho finalmente aperto gli occhi sulla nostra città. Non chiedo troppo, voglio solo che qualcuno si accorga che mia madre sta rischiando per voi, non solo per i precari, perché toccherà anche agli altri impieghi di lavoro, e i tagli non ci saranno solo sulla scuola".

Inizia così la lettera aperta scritta da Gaia Russo, figlia di Daniela Basile, esponente del Comitato dei precari sanniti, da giorni (con un'altra docente, Monica Sateriale) in sciopero della fame a Benevento in segno di protesta e in difesa del proprio posto di lavoro, "a rischio dopo i provvedimenti di taglio del ministro Gelmini".

"A parte questo - continua la ragazza - mi sono resa conto che la gente è molto indifferente, e pensa solo a se, senza preoccuparsi degli altri, mia madre lotta ogni giorno per tutti noi, e lei non chiede che il vostro sostegno, ma voi le avete levato il diritto anche di mangiare, dormire in un letto caldo e, soprattutto, le avete levato la dignità".

Nei giorni scorsi anche a Palermo i precari della scuola hanno dato vita a un lungo sciopero della fame. Stessa forma di protesta, a partire da domani, anche in Lombardia dove i precari denunciano il taglio di 3000 cattedre in tutta la Regione (1200 solo a Milano).

"Una lettera di una ragazzina, non credo farà molto notizia - conclude Gaia Russo - ma per me conta, perché io lascio mia madre a dormire in una tenda ogni notte, e mi sento impotente, perché so che non posso cambiare nulla. Vedo la sua fiamma ancora viva dentro di se, leggo la sua determinazione negli occhi, ma la stanchezza sta prendendo il comando, ma nessuno si interessa di lei, viene trattata come una criminale, le è stato negato persino il diritto di andare in un bagno decente. Non credete sia un atto di pieta', che lo stia facendo solo per lei, perché lo faccio anche per me, perché se rimarrò orfana, la colpa sarà solo vostra".

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