L'Aquila, torna la paura. Città chiusa per 48 ore

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Uno sciame sismico tra Lazio e Abruzzo fa tornare alta l’allerta nelle zone colpite dal terremoto del 6 aprile 2009. Per precauzione il centro del capoluogo sarà interdetto fino al 2 settembre. Centinaia di telefonate ai vigili del fuoco

Terremoto in Abruzzo: lo speciale

Sono bastate alcune piccole scosse di terremoto per far tornare a L’Aquila l’orologio indietro di un anno e mezzo, a quella terribile notte del 6 aprile 2009 quando una scossa di magnitudo 6.3 provocò il disastro.

L'epicentro, stavolta, non è L'Aquila, ma nella zona dei monti reatini, a cavallo tra Lazio e Abruzzo, intorno ai comuni di Montereale e Amatrice. Un'area che da tempo è sotto osservazione per le continue scosse, divenute negli ultimi mesi particolarmente numerose. E proprio la frequenza e l'intensità dei terremoti registrati nelle ultime ore - ben quattro dall'alba al primo pomeriggio di oggi, il più forte di magnitudo 3.6 - hanno fatto alzare il livello di attenzione.

Il Servizio Emergenza Sisma e Ricostruzione del Comune dell'Aquila ha emesso un ordine di servizio per sospendere fino al 2 settembre l'attività dei cantieri nel centro storico e nelle frazioni dove si stavano effettuando interventi di messa in sicurezza. La decisione, messa nero su bianco e consegnata anche ai titolari delle numerose ditte impegnate nei lavori di ricostruzione e ristrutturazione degli edifici è stata adottata proprio "in seguito all'incremento dello sciame sismico delle ultime ore, vista la complessità delle lavorazioni da effettuare per la messa in sicurezza del comune dell'Aquila e della frazioni". Nel documento si  ordina "la chiusura delle attività di cantiere fino al 2 settembre compreso: l'accesso nei cantieri è interdetto sia alle maestranze che ai tecnici della messa in sicurezza".

E sono state moltissime le chiamate giunte da stamane al centralino dei vigili del fuoco dell'Aquila da parte di cittadini che dalle prime ore della mattina, distintamente, continuano ad avvertire lo sciame sismico in atto. "Si tratta - dicono i vigili del fuoco - per lo più di telefonate in cui ci si chiede cosa bisogna fare, come ci si dovrebbe comportare in queste situazioni. Altre invece sono telefonate in cui la popolazione chiede informazioni sull'entità delle scosse, l'epicentro, la profondità".

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha presieduto oggi pomeriggio una riunione con i responsabili della Protezione civile regionale avente lo scopo di conoscere, nei dettagli, la situazione sismica che sta interessando alcuni Comuni dell'Alto Aterno e del reatino. Al termine della riunione, lo stesso Chiodi ha precisato che la Protezione civile è stata attivata allo scopo di fornire la massima assistenza alla popolazione interessata e di soddisfare le eventuali richieste che dovessero provenire dai sindaci dei comuni ricadenti nel territorio (Montereale, Campotosto, Capitignano, Cagnano Amiterno).

La sala operativa della Protezione civile regionale, che risponde ai numeri verde 800 861018 e 800 860146 è in costante collegamento con i vigili del fuoco e il corpo forestale dello stato.

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