Violenza negli stadi, in arrivo un nuovo decreto legge

Una delle immagini della guerriglia scatenata dagli ultras dell'Atalanta mercoledì sera
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Dopo i tafferugli degli ultras dell’Atalanta e a poche ore dall'inizio delle serie A, il sottosegretario all'Interno Mantovano annuncia altre norme "per fermare i violenti": flagranza differita, Daspo ed equiparazione degli steward a pubblici ufficiali

La strada verso stadi di calcio sicuri, senza barriere e reti di protezione si accorcia.
A garantirlo la fiducia del Viminale nella tessera del tifoso - "uno strumento utile per fermare i violenti", come ha confermato il ministro Maroni subito dopo le intemperanze da parte dei supporter dell'Atalanta - e un decreto legge che prolungherà la misura della flagranza differita, prevederà la tutela giuridica per gli steward e confermerà il cosiddetto Daspo per i tifosi violenti.

In arrivo nuovo decreto legge - Ad illustrare le norme che vengono messe a punto in questi giorni è stato il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, sostenitore da sempre della flagranza differita.
"Una misura - dice - che ha dato buoni frutti contro la violenza negli stadi. Un provvedimento a tempo, introdotto nel 2003 dall'allora ministro Pisanu, che è scaduto il 30 giugno".
"Le videocamere presenti ormai in tutti gli stadi - dice Mantovano - permettono di visualizzare le riprese degli incidenti e di identificare i violenti per poi procedere all'arresto. Ma tutto ciò richiede tempo, dunque, è indispensabile prevedere la flagranza differita per proseguire nell'obiettivo di isolare i violenti ed evitare gli incidenti".

Un lungo iter parlamentare - L'arresto in flagranza a distanza di ore dal fatto è stato previsto per la prima volta nell'aprile 2003 per reati commessi in ambito di manifestazioni sportive e sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi dai quali emerga con evidenza l'accaduto.
La misura fu approvata con un termine di due anni, più volte rinnovata, spesso tra proteste in nome di una presunta lesione del garantismo.
Un'escamotage, disse allora Mantovano, per farla approvare altrimenti non sarebbe mai passata in Parlamento. Si era parlato per la prima volta di flagranza differita con un decreto licenziato dal consiglio dei ministri nell'agosto del 2001.
Le modifiche nel corso dell'iter di conversione in Parlamento cancellarono la norma e le violenze negli stadi continuarono. Per questo nel 2003 Pisanu la ripropose. Nel giugno 2005 la norma venne prorogata.
Così anche nel 2007 quando, con Giuliano Amato al Viminale, il termine della flagranza differita passò da 36 a 48 ore.

Steward pubblici ufficiali - Mantovano annuncia inoltre che il decreto, che il Viminale si appresta a mettere a punto, conterrà anche novità per gli steward.
"Questa figura che ha sostituito la polizia negli stadi - dice - ha bisogno di un'analoga tutela giuridica". Si profila, ad esempio, che possano essere qualificati, all'interno dello stadio, come pubblici ufficiali.
In più, aggiunge il sottosegretario all'Interno, "il provvedimento potrebbe prendere in considerazione alcune misure anti violenza ipotizzate recentemente dal pool 'reati da stadio' della procura di Napoli".
A luglio il procuratore aggiunto di Napoli, Giovanni Melillo, aveva, infatti, avanzato la proposta di applicare il Daspo anche a quanti, pur non essendo stati protagonisti diretti di comportamenti violenti negli stadi, abbiano riportato condanne, anche non definitive per gravi delitti: rapina, estorsione, traffico di stupefacenti e, in generale, reati di criminalità organizzata.
Per Melillo, inoltre, il Daspo deve essere applicato con rigore: "oggi accade - aveva sottolineato - che soggetti diffidati possono mancare, anche per interi campionati, di adempiere l'obbligo di firma loro imposto in contemporanea allo svolgimento delle partite, senza che sia possibile adottare alcun provvedimento cautelare".
Dunque un pacchetto di misure su cui Mantovano si augura "ci sia da parte di tutti i partiti il massimo della compattezza, come e' gia' avvenuto per i provvedimenti antimafia. A sottolineare che sul punto non ci sono divisioni ma unita' d'intenti tra maggioranza e opposizione".

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