Palermo, continua la protesta contro i tagli alla scuola

Un momento del sit in di protesta dei precari della scuola siciliana, che hanno anche inscenato un finto funerale con tanto di bare di cartone,
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I precari siciliani, dopo l'incontro il sottosegretario del Miur Giuseppe Pizza, hanno deciso di proseguire con il digiuno. "La gente fa lo sciopero della fame perché è esasperata, non riesce più a vivere". ASCOLTA LE PAROLE DEI LAVORATORI

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"Rischio di morire? Anche senza lavoro si muore, è un disastro familiare", ha affermato Pietro Di Grusa. E' un lavoratore precario, da 25 anni è impiegato a Palermo nel settore scuola, e il 17 agosto, insime e ad altri due colleghi ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro i tagli della riforma della scuola. (ASCOLTA L'INTERVISTA)
Dopo due malori, però, ha dovuto fermare la sua protesta.
"Ho deciso di riprendere a mangiare - ha affermato- perché non ne vale la pena. Lo Stato se ne frega di me. Quindi per il bene di mia figlia voglio riprendere a mangiare. Da oggi ho deciso di non buttare la mia vita per gente che è indifferente ai miei problemi. Riprenderò forze per continuare la battaglia per i miei diritti".
Salvo Altadonna e Giacomo Russo, hanno scelto di proseguire.
"Chiediamo di ottenere gli stessi posti che avevamo nel 2007" ha dichiarato un altro lavoratore della scuola. "La gene che sceglie di fare lo sciopero della fame è esasperata perché non riesce più a vivere" gli ha fatto eco un collega.

Il dramma dei precari -
La decisione di continuare con il digiuno è stata presa al termine dell'incontro con il sottosegretario del Miur Giuseppe Pizza, che in prefettura, sostengono i lavoratori, non ha dato certezze sul mantenimento in servizio dei precari siciliani della scuola.

L'assessore: da Ministero impegno ad aumentare l'organico -
"C'è stato l'impegno da parte  del sottosegretario, non appena si avranno i dati certi, ossia alla conclusione delle operazioni di assegnazione degli incarichi, di prevedere un ulteriore aumento degli organici in Sicilia visti gli effetti più gravi della riforma nell'isola rispetto ad altre regioni". Lo ha detto l'assessore regionale alla Formazione professionale della Sicilia, Mario Centorrino, al termine della riunione in Prefettura a Palermo con il sottosegretario all'Istruzione, Giuseppe Pizza, per discutere della vertenza dei precari del settore scuola nell'isola.
"Nel corso della riunione - ha spiegato Centorrino - c'è stata una posizione intransigente di chi chiedeva il ritiro della legge Gelmini, ma anche quella che lascia aperto uno spiraglio per la soluzione della vertenza, espressa dal sottosegretario".

Venerdì presidio a Montecitorio alle ore 12 -
Intanto, RdB-Usb Scuola sarà venerdì in piazza Montecitorio a sostegno dei precari della Scuola di Palermo.
"Anche quest'anno - si legge in una nota - assisteremo al licenziamento di 46.000 precari della Scuola, tra docenti, personale ATA e lavoratori  Co.co.co., a causa delle riforme dei ministri Tremonti, Brunetta e  Gelmini che stanno producendo lo smantellamento della scuola pubblica  ed impedendo il diritto allo studio e al lavoro".

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