Melfi, gli operai ai cancelli: “Saremo sempre qui”

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I tre lavoratori licenziati e reintegrati sono tornati davanti allo stabilimento, senza entrare. La Cei al fianco di Napolitano: “La Fiat nega la dignità del lavoro”. Marcegaglia difende il Lingotto: “Azienda in linea con la legge”

L'odissea dei tre operai di Melfi: le foto

I tre operai ai cancelli -
Per il terzo giorno consecutivo, e con la "soddisfazione" per la risposta al loro appello da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Antonio Lamorte, Giuseppe Barozzino e Marco Pignatelli, i tre operai licenziati e reintegrati, si sono presentati davanti allo stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat, senza varcare i cancelli. "Non entreremo neanche oggi, ma saremo qui ogni giorno", hanno assicurato Barozzino e Lamorte, i primi due ad arrivare, aggiungendo che "si attendono novità per giovedì 26 agosto". Mentre Barozzino, a nome degli altri due colleghi, ha ringraziato "il Presidente Napolitano" nella speranza "che il suo intervento serva a sbloccare questa vicenda", Lamorte ha sottolineato "l'importanza delle dichiarazioni del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, sulla necessità che le sentenze dei giudici siano rispettate, anche se non piacciono". Tutto questo è accaduto mentre la Fiat ufficializzava un periodo di cassa integrazione ordinaria alla Sata di Melfi, dal 22 settembre all'1 ottobre, "per adeguare i flussi produttivi alle domanda di mercato". Anche Marco Pignatelli, arrivato in autobus a San Nicola di Melfi, ha confermato "che si presenterà ogni giorno al cambio del turno, almeno fino a quando sarà possibile".

Cei scende in campo per i lavoratori di Melfi - Intanto, dopo l’appello del capo dello Stato in difesa dei tre operai, scende in campo anche la Cei. La Fiat "nega la dignità del lavoro", afferma monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro. "La Fiat deve obbedire alle sentenze e questo implica non solo un aspetto formale, ma etico. Il lavoro non esiste solo per essere pagati, ma per la dignità dell'uomo. E in questa vicenda è stato violato questo aspetto", dice monsignor Bregantini, che ringrazia il Presidente della Repubblica per il suo intervento "improntato ad una visione solidaristica" e per il suo appello al dialogo.

Marcegaglia difende la Fiat -
Difende invece la posizione assunta dalla Fiat la presidente della Confindustria Emma Marcegaglia."Quello che ha fatto Fiat è in linea con la legge e con la prassi", dice la leader degli industriali a Rimini per il meeting di Comunione e liberazione. Per Marcegaglia le scelte fatte dal Lingotto nei confronti dei tre operai "non sono in disaccordo con quanto deciso dal giudice". Anche perché, continua, "quello di Melfi non è un caso di licenziamento, ma di atteggiamento antisindacale. Fiat attenderà i prossimi giudizi, come è prassi, e per questo permette di continuare a fare attività sindacale ai tre operai". Però, sottolinea, c'è un "tema che vale per tutti, anche per Napolitano: se vogliamo avere un Paese che crede nell'industria e nella competizione dobbiamo accettare regole globali e cercare di vincere. Non possiamo guardare ad un mondo che non c'è più”.

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