Bari, l'assassino del fotografo ha cancellato ogni traccia

Mario Scanni
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L'autore dell'omicidio ha ripulito la scena del delitto prima di fuggire. Mario Scanni è stato ucciso con un'asta di metallo. Ancora mistero sul possibile movente del delitto

L'assassino ha ripulito il pavimento e l'arma del delitto. Ha cancellato ogni traccia della sua presenza, tranne gli schizzi di sangue sulle pareti, poi è fuggito. Continua a Bari il giallo sull'uccisione del fotografo Mario Scanni, di 66 anni, assassinato ieri nel suo studio fotografico a ridosso del centro di Bari.

L'uomo è stato colpito alla nuca per quattro volte con un oggetto cilindrico che i carabinieri stanno ancora cercando. I militari hanno sequestrato nello studio fotografico diversi oggetti compatibili con l'arma del delitto. Tra questi c'è un'asta in metallo che ha un terminale uncinato, simile ai bastoni che vengono utilizzati per abbassare le vecchie saracinesche dei negozi. Sul tubo, così come su tutti gli attrezzi sequestrati, non sono state trovate tracce di sangue. Per questo si ipotizza che l'assassino abbia ripulito anche l'arma usata per massacrare l'anziano fotografo che vantava servizi in esclusiva sulle sedute di laurea e sulle cerimonie che si svolgono nell'Università di Bari.

Sul movente del delitto è buio pesto. Scanni era un uomo taciturno e riservato. Difficilmente confidava ad altri i propri problemi. Nessuno dei parenti e amici finora ascoltati ha detto ai militari di aver saputo di liti che l'uomo aveva avuto nei giorni scorsi. "Mario - dice chi lo conosce - era una persona a modo, corretta, tranquilla, molto riservata". Appare invece certo che l'omicidio sia maturato durante una discussione avvenuta ieri nello studio fotografico. L'assassino, infatti, avrebbe agito d'impeto: potrebbe aver afferrato un attrezzo trovato nel locale e avrebbe aggredito la vittima alle spalle, colpendola violentemente per quattro volte. Ricostruzione questa confermata dall'autopsia compiuta in serata dal medico legale Gianfranco Divella.

Scanni è stato ucciso nel primo pomeriggio di ieri: alle 15.30 il suo corpo è stato trovato dal figlio che era andato a cercarlo allo studio, non avendolo visto rientrare per pranzo e avendolo invano cercato al telefono. Giunto nel locale, posto a pianterreno di un edificio a più piani, il giovane ha trovato la saracinesca alzata a metà e la porta non chiusa a chiave: nel seminterrato, adibito a magazzino e laboratorio, ha trovato il corpo di Scanni, supino in terra, con una macchia di sangue sotto la testa. Ha quindi chiamato i carabinieri.

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