Scuola, il dramma di Pietro, precario da 25 anni

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Cinquantadue anni, cardiopatico, continua lo sciopero della fame nonostante un malore. "Senza lavoro - dice - sono già morto". A Palermo, la sua protesta e quella di altri suoi colleghi, tutti senza un posto fisso, va avanti da una settimana

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Va avanti la protesta dei tre  precari della scuola di Palermo che dallo scorso 17 agosto hanno iniziato uno sciopero della fame contro i tagli della riforma Gelmini e portano avanti un sit-in davanti alla sede dell'ex provveditorato agli studi, in via Praga nel capoluogo siciliano.

Uno di loro, Pietro La Grusa, 52 anni, precario da 25, ha accusato ieri 22 agosto un malore e ha dovuto ricorrere alle cure dei medici, che lo hanno alimentato forzatamente con una flebo. Ma Pietro, che da quando ha cominciato  lo sciopero della fame ha anche interrotto la terapia per la cardiopatia di cui soffre, ha voluto ricominciare subito la sua protesta ed è tornato in via Praga: "Senza lavoro - dice - sono morto".

Intanto, domani l'assessore regionale della Pubblica istruzione  e della Formazione professionale della Sicilia, Mario Centorrino,  incontrerà nella sede dell'assessorato a  Palermo, una delegazione dei precari della scuola, accompagnati dall'onorevole Alessandra Siragusa, per un primo esame delle questioni che hanno portato alla protesta in corso davanti la sede dell'ex provveditorato agli studi.

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