Protesta dei pastori: disagi ad Alghero e a Cagliari

Le proteste dei pastori sardi nei giorni scorsi
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Si è conclusa la manifestazione che aveva coinvolto centinaia di allevatori isolani, causando il blocco delle strade che conducono all'aeroporto in provincia di Sassari. Chiesti contributi per 25 milioni di euro

Si è conclusa poco prima delle 14 la manifestazione del Movimento pastori sardi guidato da Felice Floris all'aeroporto di Alghero. Dopo circa tre ore sono stati tolti i blocchi stradali agli accessi allo scalo e i manifestanti, circa mille, hanno lentamente abbandonato l'area antistante lo scalo.
Ci sono stati momenti di tensione quando, intorno alle 12,30, un gruppo di pastori ha cercato di forzare il blocco di polizia e carabinieri all'ingresso della nuova aerostazione, subito sedati dall'intervento dialogante ma deciso delle forze dell'ordine. La protesta dei pastori non ha influito sul regolare traffico aereo, causando disagi ai passeggeri che hanno dovuto percorrere alcune centinaia di metri a piedi per arrivare allo scalo.

Disagi all'aeroporto di Alghero - Poche ore prima della fine della protesta, centinaia gli allevatori avevano manifestato sulla strada provinciale che collega Alghero con lo scalo di Nuraghe Biancu impedendo, così, l'accesso ai passeggeri.
La decisione del Movimento Pastori Sardi di dirigersi verso l'aerostazione era stata presa al termine dell'assemblea che si è svolta questa mattina nel piazzale di un agriturismo a circa tre chilometri dall'aeroporto.

Manifestazioni anche a Cagliari - Proteste anche nel capoluogo isolano, dove un centinaio di trattori degli agricoltori e allevatori della Coldiretti hanno raggiunto in giornata il centro città da una strada laterale rallentando il traffico degli automobilisti.

I motivi della protesta - Gli addetti alle attività agro-zootecniche dell'isola, ma non solo, chiedono interventi strutturali e congiunturali. In particolare, per i manifestanti è necessario che le regioni Sicilia, Sardegna, Lazio e Toscana ed il ministero competente, eroghino 25 milioni di euro per svuotare i magazzini e risollevare così la produzione del formaggio pecorino. Ma oltre ad un intervento immediato di ristoro nei confronti di allevatori e produttori è necessario - ha spiegato il segretario Coldiretti Sardegna, Michele Errico - rilanciare il prodotto attraverso la promozione e l'allargamento di mercati considerando l'intera filiera del "Made in Italy".

"Situazione drammatica" - La situazione è drammatica e in Sardegna in maniera più forte perché è interessata al 60% della produzione dell'ovi-caprino. Lo ha detto il segretario nazionale della Coldiretti, Sergio Marini, che ha preso parte alla manifestazione di protesta questa mattina a Cagliari. "La vertenza diventa nazionale ed abbiamo fatto fronte comune con Toscana, Sicilia e Lazio - ha spiegato Marini - perché il problema è uguale per tutti, il prezzo del latte non è remunerativo. Alcuni provvedimenti possono essere presi dalle Regioni mentre altri devono gravare sul Governo. La nostra è una piattaforma non utopistica, ma compatibile con gli strumenti a disposizione di Governo e Regioni. Inoltre, bisogna ridare protagonismo ai produttori e dove e' possibile accorciare la filiera". Parlando, fra l'altro, della manifestazione che si svolge in contemporanea ad Alghero da parte del Movimento pastori sardi, Marini ha detto che "le proteste esasperate pur giustificate non portano a nulla, da parte nostra vi e' però la volontà di creare una unità di intenti con tutti i pastori". La Piattaforma della Coldiretti verrà consegnata oggi alle quattro Regioni interessate direttamente ed il prossimo 30 agosto a Governo e alle altre Regioni.

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