Fini nella casa di Montecarlo? Nuovo duello con il Giornale

1' di lettura

Tra smentite, querele e registrazioni si consuma l'ennesimo capitolo della vicenda dell'immobile di An venduto a una società off shore e ora nelle mani del cognato del presidente della Camera

"Oltre al problema della casa a Montecarlo, Gianfranco Fini ha quello dell'inaffidabilità dei
collaboratori di cui si circonda, gente che non è neppure in grado di capire quanto legge sul Giornale e nei lanci d'agenzia, scambia Roma per Toma e risponde a vanvera alle nostre osservazioni".
L'editoriale di Vitttorio Feltri pubblicato sul suo il Giornale (GUARDA LA RASSEGNA STAMPA) rappresenta l'ultimo ennesimo capitolo dell'ormai nota questione della casa di Montecarlo.
Ancora una volta, infatti, al centro della polemica è l'immobile di di An, avuto in eredità da una sostenitrice del partito e poi venduto a una società off shore. Immobile, però, ora nelle disponibilità di Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta Tulliani, ovvero la compagna del presidente della Camera Gianfranco Fini.

"Per chiudere la vicenda ci vogliono risposte: come è finita la casa in mano al cognato?" torna a chiedersi Vittorio Feltri che se la prende con il portavoce di Fini che ha parlato di "accuse fantasiose" e con la fondazione FareFuturo che ha accusato il quotidiano di "killeraggio".

Nel suo editoriale Feltri torna dunque sull'intervista all'imprenditore Giorgio Mereto, che avrebbe affermato di aver visto il presidente della Camera nell'appartamento di  Montecarlo. Intervista smentita da Mereto e la cui registrazione audio è ora pubblicata sul sito web del quotidiano. Il  direttore del Giornale parla di "documento inoppugnabile" e  accusa l'entourage di Fini di "non smentire né confermare".

"Noi non stiamo cercando un assassino", scrive Feltri.  Vogliamo solo verificare se il presidente della Camera conosceva quell'appartamento per esserci stato oppure se, come dice lui,  non se n'è mai occupato eccetto nell'occasione in cui ha  firmato la procura a vendere per una cifra irrisoria. Strano -  conclude - che non si avverta l'esigenza di maggiore chiarezza e si insista nel dipingere la redazione del Giornale come un  manipolo di manganellatori".

Leggi tutto