Gallarate: il Ramadan si festeggia in parrocchia

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Per il terzo anno consecutivo la comunità islamica sarà ospitata negli spazi di una chiesa. L'edificio per la moschea è già stato trovato, ma il piano regolatore del Comune non prevede luoghi di culto diversi da quelli cattolici

Celebrerà il ramadan in parrocchia la comunità islamica di Gallarate in provincia di Varese, sotto un tendone bianco costruito nel cortile del vecchio oratorio. Il parroco del rione di Arnate, come riporta oggi Il Giorno ha messo infatti a disposizione uno spazio dietro la chiesa dei santi Nazario e Celso, normalmente adibito a parcheggio per le auto dei fedeli, dove da martedì 10 agosto fino al 10 settembre i musulmani potranno ritrovarsi per la preghiera del mese sacro.

E' il terzo anno consecutivo che la parrocchia offre lo spazio, anche per "incentivare il dialogo fra religioni e culture diverse". "Ci hanno chiesto un luogo dove pregare - ha spiegato il prevosto di Gallarate monsignor Franco Carnevali - e mi sembra giusto che chi ha la necessità di pregare possa ritrovarsi. Gli anni scorsi non si è verificato nessun problema e abbiamo deciso di riproporre l'iniziativa".

A Gallarate quella della mancanza di un'area destinata agli islamici è una questione aperta dal 2005, quando il comune decise di chiudere uno stabile adibito a moschea con la motivazione di norme igienico-sanitarie non idonee. Un provvedimento che scatenò accese polemiche, con i musulmani che per protesta si ritrovarono a pregare davanti al palazzo municipale. In seguito la comunità islamica ha trovato un edificio da adibire a luogo di culto, ma la giunta comunale di centrodestra, nella bozza del piano regolatore ha scritto che sul territorio non sono previsti luoghi di culto diversi da quelli cattolici.

Il decano di Gallarate Don Franco Carnevali ribadisce il suo invito alla comunità islamica, ma sottolinea che il problema deve trovare una soluzione. "Sono contento dell'aiuto della chiesa - ha sottolineato il portavoce della comunità islamica Hamid Khartaoui - ma purtroppo dopo tanti anni non abbiamo ancora un luogo di culto definitivo".

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