Capri, il padre del 17enne accusato di stupro: non ci credo

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"Lui è un timido, non credo alla violenza" ha dichiarato il papà del ragazzo di Posillipo. Martedì l'interrogatorio. Sull'isola, dove la vendita di alcolici è vietata agli under 18, sono intanto partiti controlli per verificare il rispetto della norma

Lo stupro - Lei, sotto choc, è andata via. A Capri, dove ha subito una violenza sessuale a soli 17 anni, ha rivolto un ultimo sguardo, pieno zeppo di brutti ricordi. Con una promessa, di non tornare, non subito. Lui, suo coetaneo, accusato di stupro e in stato di fermo, agli inquirenti è apparso 'tranquillo'. Ha solo detto, questa la sua versione, di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza francese. Intanto l'isola azzurra non si spiega come tutto questo sia potuto accadere.

L'alcool - Non si spiega, tanto per iniziare, come mai due minorenni erano così ubriachi, quando agli under 18 è vietata la vendita di alcol. E' per questa ragione che già dalle prossime ore partiranno controlli a tappeto per verificare, in discoteche e in locali notturni, le modalità di vendita di alcol, soprattutto al fine di accertare se vengono messi in atto tutti i controlli necessari nei confronti di utenti minorenni.

Elementi a carico del 17enne - Ora il 17enne di Posillipo accusato dello stupro è nel Centro di prima accoglienza per i minori dei Colli Aminei, a Napoli. Già nella villa dove si trovava ad Anacapri aveva dato la sua versione dei fatti, parlando di un rapporto sessuale consumato con la francese. Poi, tono e sguardo tranquillo, lo ha ripetuto anche al commissariato.
Tra gli elementi di prova della violenza sessuale, èerò, oltre alle immagini estrapolate dalle telecamere di sorveglianza dell'hotel Quisisana e di alcuni negozi, ci sarebbe anche la testimonianza di addetti alla lavanderia dell'albergo ai quali il ragazzo chiese di lavarsi le mani sporche di sangue.

Il papà: non ci credo - "Mio figlio non può aver fatto quello di cui lo accusano, almeno per come lo conosco io. E' un ragazzo tranquillo, studente che non ci ha mai dato motivo di preoccupazione. E poi, lo dicono anche i suoi amici, è stato sempre un grande  timido". Lo afferma in un colloquio con il quotidiano 'Il Mattino', il padre del diciasettenne di Posillipo.E aggiunge:  "Speriamo che la ragazza stia bene, ci spiace  davvero che abbia avuto conseguenze fisiche così traumatiche.  Volevamo vederla, parlarle, ma non è stato possibile - hanno detto  Ermanno e la mdre Sonia - faremo di tutto per sapere con precisione cosa è successo, vogliamo saperlo. Ma per come conosciamo nostro figlio,  rifiutiamo l'idea che possa essersi macchiato di violenze".

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