“’Na bira e un calippo”? E’ la fine della classe media

Debora e Romina, le due ragazze intervistate sul lungomare di Ostia da Sky TG24
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Impazza sul web l’intervista delle due ragazze di Ostia a Sky Tg24. Per il sociologo Amadori, “Debora e Romina sono il trionfo dell’iperrealismo e del linguaggio televisivo, ma anche una spia significativa della variazione strutturale delle classi”

di Filippo Maria Battaglia

C’erano una volta le Piccole vacanze descritte da Alberto Arbasino, con le parioline che d’estate migravano al mare, scuotendo la testa, dicendo “che matto!” e smaniando per farsi impalmare dal primo ragazzo “di classe” che gli si parava dinnanzi. Indossavano vestiti a fiori, avevano pettinature cotonate, sfoggiavano dizione perfetta e ottime maniere.
C’era quel mondo, ormai non c’è più: i pasticcini e la cedrata degli anni Sessanta del secolo scorso, negli anni Zero del nuovo millennio sono diventati “‘na bira e un calippo”.
Parola di due ragazze laziali, Debora e Romina (“quelle de’Ostia, chiedeglie ‘la autografo e ‘na foto che t’è costa?”, come recita la canzone 'ufficiale' ), che grazie a un’intervista a Sky TG24 , si sono trasformate in icone cliccatissime in rete.
Un bersaglio ironico, ma anche un modello insuperabile, che ha finito per scomodare intellettuali ( come Michele Serra ), registi ( è il caso di Carlo Verdone ) e comici ( tra i tanti, il Trio Medusa ), creando un tormentone estivo e un’infinità di gag e parodie , sketch e canzonette, tutte ovviamente dedicate alle dirette interessate ( guarda i video più cliccati in rete ).
“Spiegare il perché di questo successo è piuttosto difficile. Non c’è quasi mai una ragione logica e deterministica. Di solito, in questi casi funziona l’effetto valanga; il resto lo fa il marketing virale” spiega il sociologo Alessandro Amadori. “Eppure – continua lo studioso - nell’intervista ci sono diversi elementi interessanti: quel video, in qualche modo, ha infatti i tratti della post-modernità”.
In che senso?
Innanzitutto perché somiglia molto ai provini dei reality show ed è in linea con gli attuali trend televisivi. Le sue protagoniste rispondono perfettamente ai canoni sperimentati da quel tipo di format: carine, ruspanti, forse un po’ ambiziose. Del resto, il reality mette sempre in evidenza una kitsch generation, che finisce con l’incuriosire tutti. Chi tra una commedia sexy-pecoreccia e un film di Luis Buñuel sceglierebbe il secondo e non il primo?
E poi?
Poi c’è la contraddizione, che salta subito all’occhio, delle ragazze un po’ veline ma stavolta con il linguaggio borgataro. Un vero paradosso, che spiega bene il successo virale del video, ma che forse ci dice anche qualcosa di più.
Cosa?
Se uno toglie l’audio all’intervista, potrebbe immaginare che queste due ragazze siano figlie di un imprenditore, di un dirigente, di un architetto o di un professore universitario. Appena si alza il volume, invece, si scopre davvero un altro mondo, che con la borghesia tradizionale non ha molto a che spartire.
Un’immagine simbolo della fine del ceto medio, dunque?
In un certo senso si. Possiamo dire che è una spia significativa della variazione strutturale delle classi, che ha finito con l’ingigantire un segmento sociale, il ceto medio appunto, ormai da tempo privo dei suoi tratti tradizionali.
Cos’è cambiato rispetto a mezzo secolo fa?
La borghesia non è più una “maggioranza silenziosa” e non svolge da tempo quella funzione di cuscinetto tra classe operaia e upper class, finendo in qualche modo per essere contaminata da entrambe. Ecco, Debora e Romina sono la dimostrazione archetipica di questo processo di meticciamento. Rappresentano il trionfo dell’iperrealismo e del linguaggio televisivo. E la loro intervista registra un’evidente metamorfosi, se non antropologica quantomeno comunicativa, della nostra epoca.

Il video del tormentone dell'estate:

 

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