Napoli, i testimoni dell’incidente: il treno correva troppo

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Ascoltati in procura passeggeri, responsabili tecnici e amministrativi della Circumvesuviana per ricostruire la dinamica del deragliamento che ha causato un morto e 58 feriti. “Nella curva il conducente non ha rallentato, parlava al cellulare”

LE FOTO DEL DERAGLIAMENTO

“Nella curva non ha rallentato, il conducente continuava a parlare al telefono e gridava. Le persone che erano fuori dalla cabina lo hanno sentito gridare”. E’ quanto raccontano alcuni dei passeggeri del treno della Circumvesuviana deragliato venerdì 6 agosto a Gianturco, in cui è morta una persona e altre 58 sono rimaste ferite. Anche il sindaco del capoluogo partenopeo Rosa Russo Iervolino ieri aveva parlato di un aumento della velocità. “A quanto pare il treno andava a 40 chilometri orari in un tratto in cui il limite era fissato a 20, quindi la metà”.

Per ricostruire la dinamica dell’accaduto almeno una trentina di testimoni sono già stati ascoltati dalla polizia e dai pm Loreto e Galasso della Procura di Napoli, che indagano sulle cause del deragliamento. Intanto, in attesa che la magistratura autorizzi i lavori necessari alla rimessa in funzione della rete aerea, il traffico della Circumvesuviana sulla linea di Baiano resta interrotto ed i passeggeri vengono trasbordati su pullman.

Intanto, resta riservata la prognosi di Vincenzo Scarpati, il più grave dei feriti. E' in coma farmacologico ed è ricoverato nel reparto di rianimazione.

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