Abruzzo, tangenti post-terremoto: 4 arresti

Daniela Stati
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Coinvolti anche un ex parlamentare ed un ex assessore di Forza Italia. La magistratura ipotizza un'attività illecita finalizzata ad "ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione"

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Un nuovo ciclone giudiziario si è abbattuto in Abruzzo: quattro arresti (tra loro un ex parlamentare ed un ex assessore di Forza Italia e l'amministratore delegato di una società di Finmeccanica) e misure cautelari nei confronti dell'attuale assessore alla protezione civile Daniela Stati (figlia e moglie di due degli arrestati). Questi i provvedimenti decisi dalla magistratura dell'Aquila in un'inchiesta su un'attività illecita finalizzata ad "ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009".

Tra gli arrestati ci sono  l'ex assessore regionale abruzzese Ezio  Stati (ex Dc e poi Fi), l'ex deputato di An, poi di Fi,  Vincenzo Angeloni, 58 anni, medico odontoiatra, originario di Avezzano (L'Aquila) deputato nella XIII legislatura ed ex patron della formazione calcistica Valle del Giovenco. E ancora: Marco Buzzelli (a cui  sarebbero stati concessi i domiciliari), compagno della figlia di Ezio Stati, e Sabatino Stornelli ex amministratore delegato di Telespazio, che avrebbe avuto l'obbligo di dimora
a Roma. Il reato ipotizzato nei confronti delle quattro persone destinarie delle misure cautelari è corruzione nei nei lavori del post terremoto aquilano del 2009.

Arresto e misura cautelare - Ezio Stati, di Avezzano (L'Aquila), già condannato per finanziamento illecito ai partiti, è un esponente importante del Pdl.
La figlia Daniela ha intrapreso la strada politica del padre ed assessore della Regione Abruzzo. Dopo aver appreso del provvedimento della magistratura che l'ha interdetta dai pubblici uffici nell'ambito dell'inchiesta per corruzione su presunti favoritismi nella ricostruzione post sisma, ha rimesso le deleghe che aveva (Protezione civile, ambiente, rifiuti) al presidente della Regione Gianni Chiodi.
Ezio Stati era stato anche tesoriere della Democrazia Cristiana.

L'inchiesta - Il procuratore Rossini parla di "favori e utilità ricevuti per aver compiuto attività contrarie ai compiti e ai doversi connessi alla funzione pubblica ricoperta". Rossini evidenzia anche lo "scrupoloso lavoro di riscontro". Secondo l'accusa "il quadro probatorio che emerge appare incontestabile considerato che vi sono prove evidenti dei 'doni' e delle utilità che i privati hanno corrisposto al pubblico ufficiale e alle persone a lei vicine al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma 2009. Le indagini sono tuttora in corso e allo stato degli atti - ha affermato Rossini - non sono indagati altri soggetti con incarichi rilevanti nell'ambito regionale e della Protezione civile nazionale. Questa vicenda - ha concluso il magistrato - è una delle brutte storie del nostro povero Paese che non sa applicare le leggi che si è dato".


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