Strage di Bologna: un minuto di silenzio trent'anni dopo

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Alle 10.25, ora dell'esplosione della bomba, nel piazzale antistante alla stazione è stato il momento della commozione e del ricordo per le 85 vittime. IL VIDEO

In fondo al pezzo i video della commemorazione della strage di Bologna del 2 agosto 1980

Tre fischi di locomotori, un minuto di silenzio e un lungo applauso (guarda il video in alto). E' culminato così, alle 10.25, il ricordo della strage di Bologna. Poco prima un altro momento di commozione si era vissuto quando Rossella Zuffa e Camilla Andreini, due ragazze nate nel 1980 hanno letto i nomi delle 85 vittime.

Proprio alle 10.25 del 2 agosto 1980, in un caldo sabato di esodo, nella sala d'attesa della stazione esplose l'ordigno. La strage, tra processi passati in giudicato nel trascorrere dei decenni, tra annullamenti conferme e rinvii, vede condannati all'ergastolo come esecutori materiali i terroristi neri Valerio Fioravanti e Francesca Mambro (che hanno sempre negato le proprie responsabilità nella strage) e l'ex appartenente ai Nar Luigi Ciavardini, all'epoca dei fatti 17enne, quest'ultimo per averli aiutati nell'esecuzione; altri personaggi dell'area eversiva sono entrati ed usciti di scena (come Massimiliano Fachini e Sergio Picciafuoco, alla fine assolti).

Gli atti giudiziari hanno individuato anche le responsabilità di "faccendieri" e di esponenti di servizi deviati dello Stato per aver depistato negli anni le indagini. Confermate, nel 95, le condanne per Licio Gelli, Francesco Pazienza, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte. E' il 17 novembre del 2005 quando la procura di Bologna conferma di aver dato vita, con un fascicolo aperto contro ignoti, a una inchiesta bis sulla strage, nata dalle risultanze della Commissione Mitrokhin.

Al centro delle nuove indagini, il terrorimo palestinese e due terroristi di primo piano a livello internazionale, Carlos (conosciuto anche come "Lo sciacallo") e Tomas Kram, delle "Revolutionaere Zellen" tedesche, esperto di esplosivi a lui legato: quest'ultimo pernottò a Bologna la notte tra l'1 e il 2 agosto, registrandosi peraltro col proprio nome.

Uno scenario, quelle delle nuove indagini, che sposterebbe la strage dal contesto storico italiano nel quale inchieste e sentenze l'hanno sempre vista inserita, a uno scenario di terrorismo internazionale (Bologna come crocevia per il transito di esplosivo?) e per questo fin dall'inizio destinata a sollevare polemiche.


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