Afragola, il dolore e la paura dei cittadini

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A due giorni dal crollo della palazzina, costato la vita a tre persone, è alta la tensione nel comune napoletano, dove si teme il ripetersi di incidenti simili. Sgomberati, intanto, due stabili, che saranno probabilmente abbattuti. 30 le persone evacuate

Afragola, crolla una palazzina: LE FOTO

Era stata ristrutturata la palazzina, crollata ad Afragola nella notte tra venerdì e sabato scorso, senza tuttavia che i lavori fossero mai stati autorizzati dal Comune. A precisarlo la stessa amministrazione municipale, alla quale "non è mai arrivata alcuna richiesta per effettuare la ristrutturazione". Il Comune ha inoltre escluso che il crollo, a seguito del quale sono morte tre persone, sia stato determinato dalla presenza di una cavità sotterranea, dal momento che "non è stato rilevato alcun vuoto al di sotto dell'edificio".

Nel frattempo continuano rilievi e verifiche sugli edifici, che si trovano nelle immediate vicinanze della palazzina crollata. Si è al lavoro soprattutto per consentire, al più presto, il rientro a casa delle trenta persone attualmente sfollate. Due gli edifici, che sono stati coinvolti dal provvedimento di sgombero: 15 i cittadini ospitati in strutture alberghiere e altrettante presso amici e parenti. Contemporaneamente non accenna a scemare l'ondata di panico tra i cittadini d'Afragola. Diverse, infatti, le segnalazioni che stanno arrivando agli uffici dell'amministrazione comunale, per sollecitare rilievi.

Notizie positive giungono, invece, sulle condizioni di Imma Mauriello, la bambina di dieci anni estratta viva dalle macerie delle palazzina. Come comunicato da Eduardo Ruotolo, vicedirettore sanitario dell'ospedale Santobono, "la bambina si è alzata e ha fatto qualche passo. Non poggia ancora a terra la gamba sinistra, quella alla quale ha subito il trauma da schiacciamento, ma è tutto nella norma". Anche i parametri delle analisi del trauma toraco-addominale hanno dato tutti risultati buoni, così come è in corso un lento e graduale miglioramento dei parametri del sangue. La famiglia di Imma, intanto, continua a chiedere maggiore riservatezza intorno alla bambina, in modo che possa riposare e riprendersi dal trauma che ha vissuto.

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