P3, per gli inquirenti Dell’Utri rivestiva un ruolo centrale

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Al senatore del Pdl avrebbero fatto riferimento Denis Verdini e gli altri soggetti coinvolti nell’inchiesta sulla presunta loggia. Novità su “Cesare”, lo pseudonimo che sarebbe stato usato per indicare più soggetti, non solo il premier Berlusconi

All'interno della cosiddetta P3 il senatore Marcello Dell'Utri rivestiva un "ruolo centrale". E' quanto avrebbero accertato gli inquirenti che indagano sugli "affari" della cosiddetta società segreta. All'esponente politico del Pdl, per il peso politico ricoperto attualmente e in passato, avrebbero fatto riferimento Denis Verdini e gli altri soggetti coinvolti nell'inchiesta. Non sarebbe dunque il vertice dell'organizzazione, secondo quanto si è appreso, ma avrebbe avuto una posizione significativa. La procura sta cercando di ricostruire il ruolo di Dell'Utri il quale, secondo quanto si è appreso, non è socio di nessuno, non ha prestanome e non risulta interessato ai progetti dell'eolico in Sardegna. Non a caso Dell'Utri, già condannato a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, è indagato solo per violazione della legge Anselmi sulle società segrete e non anche per corruzione, quest'ultimo reato contestato agli indagati coinvolti anche negli accertamenti su nomine ed appalti relativi all'energia alternativa in Sardegna.

E intanto emergono altri particolari nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta loggia. Secondo quanto si apprende da ambienti della Procura di Roma, non c’è certezza che "Cesare", citato più volte negli atti dell’inchiesta, sia uno pseudonimo con il quale i soggetti indagati fanno riferimento al premier. era usato anche per indicare altri soggetti. Benché questa sia stata una deduzione dei carabinieri che hanno trascritto le intercettazioni, i magistrati della procura di Roma che indagano sulla P3 ritengono che 'Cesare sia un nominativo con cui venivano definiti più soggetti o con cui ci si riferiva a persone diverse. In ogni caso, Cesare non ha alcuna rilevanza o significato penale". Secondo quanto si apprende, inoltre, i magistrati romani che indagano sulla P3 non intendono convocare come testimone il premier Silvio Berlusconi.

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