Quando assistenza fa rima con violenza

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Sono oltre un milione le badanti che lavorano nel nostro paese e assistono i nostri anziani. Rapporti di cura indispensabili per tante famiglie italiane, ma che a volte degenerano in violenza, con maltrattamenti di ogni tipo

L'anziana malata di Alzheimer maltrattata e picchiata a Massa, la donna di 78 anni, affetta dalla stessa malattia, seviziata e legata al letto con i collant a Frosinone. E ancora, un uomo di 89 anni vittima di minacce e stalking da parte della sua badante a Firenze. E’ un rapporto di cura quello tra persona anziana e assistente familiare, ma che a volte nasconde lati oscuri. E di pura violenza.

Uno studio della provincia di Reggio Emilia, i cui risultati sono stati resi noti all'inizio del 2010, ha analizzato il fenomeno. Dalle 52 interviste, rivolte ad operatori sociali, assistenti familiari ed anziani, sono emerse 219 segnalazioni di abusi. Nel 35% dei casi si tratta, secondo il progetto, finanziato dal ministero delle Pari Opportunità, di violenza delle badanti verso gli anziani, ma questi ultimi non sempre sono le vittime.

Nel 23% dei casi infatti sono emersi maltrattamenti e soprusi degli stessi anziani verso le badanti, e un ulteriore 29% dei casi riguarda violenze dei familiari della persona anziana sull'assistente familiare. In ogni caso, a fare le spese della violenza, sono perlopiù le donne. Nel ruolo di vittime, che si tratti di anziane o delle loro assistenti, nell'89% dei casi. Le violenze subite dagli anziani vanno da quelle di tipo fisico, come maltrattamenti veri e propri o scarsa cura che porta a stati di denutrizione e abbandono, a quelle psicologiche (aggressioni verbali o mancanza di relazione), ai soprusi di tipo economico, con veri e propri furti.

700mila quelle assunte regolarmente, le badanti in Italia sono molte di più, se si vanno ad aggiungere le immigrate irregolari impiegate nelle nostre famiglie, che si calcola siano almeno mezzo milione. Tra le straniere, la maggior parte (il 51%) provengono dell’est europeo (Ucraina, Polonia, Romania, Moldavia, Russia). Seguono, tra i paesi di provenienza, le Filippine, (nel 9% dei casi),  Capo verde e diversi paesi di Sud America, Asia, Africa. Complice la crisi economica, sono però sempre di più anche le italiane disposte a reinventarsi come assistenti familiari.

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