Panorama: ecco i preti gay. Il Vicariato chiede coerenza

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Un'inchiesta del settimanale firmata da Carmelo Abbate svela la doppia vita di alcuni sacerdoti omosessuali romani. Il cardinale Vallini: "Vengano allo scoperto, nessuno li costringe a restare". L'Arcigay attacca

Il fuoco alle polveri della polemica era stato già acceso nella serata del 22 luglio, quando erano stati anticipati i contenuti dell'inchiesta di Panorama dal titolo bomba: "Le notti brave dei preti gay". Carmelo Abbate, cronista del settimanale, per oltre un mese si è infiltrato nella comunità omosessuale romana e ne ha tratto un'inchiesta che ha raccontato e documentato, anche con telecamere nascoste, la doppia vita di alcuni sacerdoti. In particolare il caso di tre preti ben integrati nel circuito gay della capitale: un racconto della loro quotidinità, dalla celebrazione della messa, alla tonaca lasciata a casa in favore degli abiti "civili" indossati per partecipare a serate al Testaccio o al Gay Village. Fino agli incontri organizzati via chat con accompagnatori a pagamento che finiscono in vivaci serate di sesso.

A 24 ore dalle prime anticipazioni è arrivato il Vicariato, che ha diffuso sul sito ufficiale Romasette.it una nota in cui, dopo aver tacciato l'articolo di scandalismo e diffamazione, viene affermato: "Chi conosce la Chiesa di Roma - dove vivono anche molte centinaia di altri preti provenienti da tutto il mondo per studiare nelle università, ma che non sono del clero romano né impegnati nella pastorale - non si ritrova minimamente nel comportamento di costoro dalla “doppia vita”, che non hanno capito che cosa è il “sacerdozio cattolico” e non dovevano diventare preti. Sappiano che nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. Coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto. Non vogliamo loro del male ma non possiamo accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata la onorabilità di tutti gli altri". Dopo aver rilevato che innumerevoli sacerdoti della diocesi di Roma vivono una "vita sola, felice e gioiosa, coerente alla vocazione, donata a Dio e a servizio della gente, impegnata a vivere e testimoniare il Vangelo e modello di moralità per tutti", la nota si conclude con toni forti: "Questo Vicariato è impegnato a perseguire con rigore, secondo le norme della Chiesa, ogni comportamento indegno della vita sacerdotale".

Accusato di "puro scandalismo" e di aver pubblicato una notizia "priva di prove concrete e circostanziate" da quelle che l'Ansa definisce "autorevoli fonti vaticane", ha risposto il direttore di Panorama Giorgio Mulé con un videoeditoriale: abbiamo tutta la documentazione, nomi, cognomi e indirizzi.
Sul sito del settimanale, infatti, non mancano i video con le scene di sesso, ma i volti sono rigorosamente oscurati per non rendere identificabili i protagonisti.

Sull'inchiesta s'è espresso in giornata Aurelio Mancuso, ex presidente dell'Arcigay, che ha duramente criticato tanto Panorama quanto la nota del Vicariato. Per Mancuso il reportage sui preti gay è, infatti, "un'operazione politica e culturale orribile, che per attaccare la Chiesa cattolica propina una visione della comunità omosessuale zeppa di stereotipi e luoghi comuni". Ma le reazioni del Vicariato "sono ridicole, perché tendono ad accreditare che il giornale abbia voluto evidenziare un fenomeno marginale". L'esponente di spicco dell'Arcigay ha infatti spiegato: "Se i preti omosessuali dovessero seguire la richiesta del Vicariato di emergere dalla clandestinità e di lasciare il sacerdozio, di colpo gran parte dell'amministrazione della Diocesi di Roma e delle parrocchie sarebbe paralizzata.

Il servizio di Panorama sulle "notti brave dei preti gay" dimostra invece, secondo Franco Grillini, che "la sessualità umana, sia esso etero o gay, non è sopprimibile e il celibato dei preti semplicemente non esiste". "Con tutto il rispetto per coloro che fanno una scelta di fede autentica e 'rinunciano' alla propria sessualitàper il celibato ecclesiastico - afferma il direttore dell'associazione omosessuale d'informazione Gaynet e presidente onorario di Arcigay - occorre però dire che gli scandali sessuali all'interno della chiesa romano cattolica e il disinvolto comportamento di un gran numero di preti ci fa dire che il celibato imposto ai prelati è una autentica presa in giro. D'altra parte il celibato imposto ai preti è un po' come il moralismo di certi politici di destra, smentito poi dagli scaldaletti all'amatriciana che riempiono le cronache 'pecorecce'".

"Finalmente un'inchiesta giornalistica documenta quello che tutti i frequentatori di locali gay romani sanno - dichiara invece Sergio Rovasio, segretario dell'associazione radicale Certi Diritti - ci sono tantissimi preti gay che frequentano questi locali e praticano sesso senza nemmeno preoccuparsi molto dell'evidente ipocrisia tra ciò che predicano di giorno e ciò che fanno di notte". In Vaticano c'è un'area di "battuage" (luogo battuto da persone in cerca di rapporti sessuali occasionali) frequentata da preti e cardinali omosessuali, sostiene  Rovasio. "Certo - aggiunge - tutti hanno diritto a vivere la loro sessualita', ma non e' accettabile che quegli stessi preti che di giorno predicano contro le persone lgbt, di notte pratichino esattamente il contrario". La Santa Sede, dice ancora Rovasio, "farebbe bene a non alimentare la sua ipocrisia cercando di parlare di 'scandalismo' ma di prendere atto che vi sono parecchi omosessuali nel suo apparato. Alimentare l'odio contro le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender, come fanno le gerarchie vaticane, un giorno sì e l'altro pure, vuole anche dire parlare contro una parte del proprio esercito di preti e suore che vivono in clandestinità e nel terrore la loro condizione". "Noi di Certi Diritti invitiamo le suore e i preti gay ad iscriversi alla nostra associazione, troveranno dialogo, aiuto e sostegno anziche' odio e ipocrisia".

Inutile dire che l'inchiesta di Panorama intanto ha fatto il giro del mondo, già ripresa da testate come il Daily Mail, New York Daily News, Us Catholic.org, The Examiner, London Evening Standard, Blooomberg.

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