Mozzarelle blu all'italiana, un caso nel torinese

Un'immagine di una delle mozzarelle blu, provenienti dalla Germania, sequestrate a giugno
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Le confezioni sono state comprate in un supermercato di Rivoli. Sotto accusa la Granarolo, che si difende: “Mai acquistato latte o ingredienti dalla società tedesca Jaeger”. Della vicenda si occupa la procura di Torino

Le mozzarelle blu, questa volta, sono italiane e non tedesche come era avvenuto nei precedenti casi. Sono state trovate in un supermercato di Rivoli, secondo quanto riporta il quotidiano torinese La Stampa. Le due mozzarelle prodotte da Granarolo sono state acquistate alcuni giorni fa e subito sottoposte ad analisi, ancora in corso, ma che secondo quanto appreso dovrebbero confermare la presenza dello pseudomonas fluorescens, il batterio che colora di azzurro il latticino.

Della vicenda si occupa la procura di Torino che sulle mozzarelle blu conduce da tempo un'inchiesta nell'ambito della quale è stata anche avviata una rogatoria perché le autorità giudiziarie tedesche compiendo verifiche presso la Milchwerk Jaeger da dove risultava provenire il latte con cui sono state confezionate le mozzarelle colorate trovate fino ad ora.

“Il quadro emerso dall'indagine della Procura di Torino è a dir poco inquietante, e ci impone un intervento a tutela dei consumatori", ha detto Carlo Rienzi, Presidente Codacons, commentando la notizia. L'associazione a tutela dei consumatori depositerà oggi un esposto alle Procure della Repubblica di Torino e Bologna (città dove ha sede la Granarolo) e alla Corte dei Conti dell'Emilia Romagna, chiedendo di verificare se una eventuale pubblicizzazione come italiani di prodotti realizzati anche con materie prime straniere possa configurare possibili reati come frode in commercio o truffa aggravata, e le responsabilità connesse, e di avviare una indagine per accertare possibili danni all'erario connessi alle esportazioni e al discredito per il "made in Italy".

Intanto alle notizie arrivate da Torino la Granarolo Spa ha replicato con una nota precisando tra l'altro di non aver mai acquistato "latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger, che invece è stata fornitrice dell'azienda, ma esclusivamente di provole dolci (prodotti finiti confezionati)".

L'impresa bolognese "non è mai stata sentita o contattata dalla magistratura di Torino - ha aggiunto la nota - non ha mai ricevuto alcuna comunicazione o notifica da parte delle Autorità sanitarie sul caso citato". La Granarolo, ricordando di compiere "regolarmente analisi, nell'ambito dei propri sistemi di autocontrollo, sia sul processo produttivo, sia sulle acque, che non evidenziano alcuna irregolarità” ha pure sottolineato di essere stata sottoposta recentemente "a controlli da parte delle Autorità sanitarie, nell'ambito dei quali sono stati prelevati campioni ufficiali (acque e mozzarelle) che sono stati analizzati e risultano perfettamente conformi".

"La mozzarella Granarolo viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura 'solo latte fresco italiano' significa che la materia prima è esclusivamente italiana", ha ribadito l'azienda aggiungendo di restare a disposizione delle Autorità per ogni accertamento si rendesse necessario" e riservandosi "di tutelare con ogni mezzo e in tutte le sedi la propria immagine e reputazione dalla diffusione a mezzo stampa di informazioni non veritiere e/o non adeguatamente supportate".

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