Monopoly, guerra all’ultimo voto tra i comuni italiani

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Dalla Romagna alla Puglia, le amministrazioni locali scendono in campo per conquistare una casella sulla prossima edizione italiana del gioco da tavola. Grandi città (per ora) escluse. Ma a Milano hanno deciso che quando il gioco si fa duro...

di Nicola Bruno


Appelli al voto in diretta tv. Banner lampeggianti sui siti istituzionali. Sindaci che cambiano la toponomastica della propria città. Assessori al Turismo impegnati ad organizzare un evento dietro l’altro.

Di mezzo non c’è nessuna emergenza pubblica o avviso straordinario. Ma solo l’ultima guerra scoppiata tra le amministrazioni pubbliche italiane per accaparrarsi un posto sulla prossima edizione speciale di Monopoly, il gioco da tavola che da 75 anni ha appassionato oltre un miliardo di utenti in tutto il mondo.

In occasione delle celebrazioni per l’Unità di Italia, la casa di distribuzione Hasbro ha deciso di lanciare una nuova versione, in cui al posto di Parco della Vittoria o Vicolo Stretto (i nomi dell’edizione originaria del 1935, scelti a partire dalla toponomastica di Milano), ci saranno quelli di piccole e grandi città del Belpaese. A decidere chi avrà l’onore di campeggiare sul tabellone saranno gli utenti stessi, che fino al 28 luglio potranno votare sul sito www.monopolyitalia.it le 22 località da inserire.

Quella che in origine doveva essere solo una campagna di marketing in salsa 2.0, si è presto trasformata in una vera e propria battaglia politica, che ha fatto irruzione negli ordini del giorno dei Consigli Comunali e mobilitato decine di Giunte lungo lo stivale.

A lanciare il guanto di sfida è stata l’amministrazione di Sanremo, organizzando lo scorso maggio una serie di eventi (tra cui una serata di gala al Casinò in cui l’unico protagonista era Monopoli) per far salire le quotazioni della città dei fiori.

Ad attirare ancora più attenzione (e polemiche) era stato il recente appello del Sindaco di Milano, Letizia Moratti. Ai cronisti che le chiedevano novità sulle aree dove si svolgerà l’Expo 2015 ha risposto con un perentorio: “Tra ieri e oggi mi sono occupata solo del Monopoli. Milano è al momento fuori dalle 22 città che entreranno nel gioco e quindi faccio un appello ai cittadini milanesi perché votino la loro città perché Milano sia presente in questo bellissimo gioco”. Oggi  in piazza San Carlo è stato organizzata una mobilitazione per il rilancio della candidatura: allestiti 50 tabelloni dove adulti e bambini si sfidano a colpi di dadi nella costruzione di case e alberghi tra vicolo Stretto e parco della Vittoria. Così Milano è riuscita a scalare numerose posizioni e, ad oggi, ha raggiunto il 21/o posto in graduatoria. Ma le preferenze conquistate non la rendono ancora immune dal rischio di sorpassi dell'ultima ora. "La nostra presenza, con i simboli tradizionali all'interno di un gioco storico che conoscono tutti, dai nonni ai nipoti - ha affermato l'assessore Alessandro Morelli - rappresenta un'opportunità importante di comunicazione e promozione per far entrare Milano nelle case di tutto il Paese". Alla faccia di chi lo considera solo un gioco!

Anche perché la concorrenza è spietata. Soprattutto da parte delle piccole località che riescono a far leva su un forte campanilismo. Grazie al tam tam su Facebook e sulla stampa locale, al momento il podio è presidiato da Barletta, Isola d'Elba e Andria. Per Catanzaro sembrava aver contribuito molto la campagna lanciata dall’amministrazione comunale sui siti isituzionali, dove banner lampeggianti invitano i cittadini a votare per la provincia calabrese, ma il capoluogo calabrese è ormai scivolato oltre il ventesimo posto.

Se non altro per la forte omonimia, anche la cittadina pugliese di Monopoli ha deciso di fare le cose in grande. Tra il 19 e il 20 luglio, il sindaco ha promosso un festival di due giorni all’insegna del motto “Monopolyzziamo Monopoli”. Le vie del centro sono state ribattezzate con quelle del gioco da tavola e così pure l’insegna all’ingresso della città (da Monopoli a Monopoly), mentre nella piazza principale è stato montato un mega-tabellone di 150 metri quadrati con tornei “viventi”.

Dal Piemonte alla Riviera Romagnola, per arrivare alle più piccole località del Sud, l’ingresso su Monopoli continua a tenere banco nel dibattito politico. A Torino è scesa in campo la Lega Nord che, attraverso il segretario provinciale Stefano Allasia, ha invitato i cittadini a spingere su le località piemontesi. E non ha perso l’occasione per lanciare una frecciatina al Pd locale: “Ci aspettavamo una proposta del genere anche dalla sinistra, che tante volte ha presentato Torino come città laboratorio, ma ciò non è avvenuto. Notiamo con rammarico che il Pd torinese è più attento a far fare brutte figure alla propria città e a sperperarne il denaro pubblico, piuttosto che a promuoverne l’immagine”. Il Partito Democratico si è comunque fatto sentire a Rimini e Riccione, dove l’assessore provinciale al Turismo Fabio Galli ha lanciato un appello proprio su Facebook: "E' un gioco e come tale va preso... ma chi di noi non ha mai fatto una partita a Monopoli? E se nel prossimo monopoli rinnovato ci fossero le caselle Rimini e Riccione anziché vicolo corto e via della vittoria? È un modo anche questo per essere alla ribalta”.

Sarà pure solo un divertissement estivo, fatto sta che vedere piccoli e grandi comuni sfidarsi a colpi di appelli e trovate promozionali, ricorda tanto la battaglia che si è innescata negli Stati Uniti per convincere Google ad avviare nella propria città i primi test per la banda larga superveloce. Anche lì c’è stato chi ha cambiato il nome in Google-City, sindaci che si sono buttati nelle acque ghiacciate di un lago o in mezzo a un branco di squali. Sarebbe bello (oltre che molto più utile per il rilancio del turismo e dell’economia), vedere i politici nostrani mostrare lo stesso attivismo anche per offrire connessioni più veloci ai propri cittadini.

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