Mucca Pazza, nuovo caso ma non è nuovo allarme

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La donna livornese che ha contratto la sindrome di Creutzfeldt-Jakob è ormai in fin di vita. Ma le autorità e i medici assicurano: “I nostri allevamenti sono sicuri, purtroppo la malattia può avere anche 10 anni di incubazione”

E' di una donna livornese di 42 anni, madre di una bimba di quattro, il secondo caso italiano del cosiddetto morbo della mucca pazza, la variante della sindrome di Creutzfeldt-Jakob. La paziente è ricoverata in condizioni disperate nell’hospice di cure palliative dell' ospedale di Livorno, dopo che le cure prestategli all'istituto neurologico “Besta” di Milano, che nei mesi scorsi aveva confermato i sospetti iniziali sui sintomi, sono risultate vane per curare la degenerazione del suo stato di salute.

Il ministero della Salute, nell'ottobre del 2009, aveva già segnalato come probabile la diagnosi che non dà alcuna speranza alla paziente e ai suoi familiari. La donna, infatti, ricoverata già in coma da venerdì scorso nell' ospedale livornese, è incosciente. I medici ritengono che abbia ancora solo poche settimane di vita, forse qualche mese. "Il ministero della Salute - spiega una nota - giudica le attuali misure normative e di gestione vigenti in Italia idonee a garantire la sicurezza degli allevamenti italiani e non ritengono quindi opportuno dover assumere nuove misure precauzionali".

Non è chiaro ancora il motivo per il quale è stata contratta la malattia: "Al momento non lo sappiamo – spiegano dall’ospedale di Livorno - e non abbiamo ancora deciso se sottoporla all'autopsia dopo la morte, perché non siamo sicuri che otterremo le risposte necessarie. Ma queste sono valutazioni che faremo dopo".

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