La camorra nel business della ricostruzione dell’Aquila

Foto: Agenzia Massimo Sestini
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Un’operazione della Guardia di Finanza contro il clan dei Casalesi rivela come i boss si sarebbero già infiltrati nei lavori post terremoto. Arrestati anche 4 funzionari di banca che avrebbero favorito uomini dell'organizzazione mafiosa

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Gli uomini della Fiamme Gialle hanno portato a termine un’operazione, denominata "Untouchable" e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all'arresto di 6 persone con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso ed al sequestro di 21 società, 118 immobili ed altri beni e valori per un valore complessivo di 100 milioni di euro. Gli arrestati, secondo le indagini condotte dai finanzieri del Gico del Nucleo polizia tributaria di Roma, sono "espressioni economiche" del clan dei Casalesi, operanti nel Casertano, ma con propaggini anche in altre regioni d'Italia, in particolare nel Lazio, in Abruzzo ed in Toscana. Le indagini hanno consentito di smascherare anche 4 funzionari di banca. Questi ultimi,  consapevoli, secondo gli investigatori, di agevolare  l'attività dell'associazione camorristica, hanno favorito  imprenditori "intoccabili" affiliati alla camorra attraverso  la concessione di finanziamenti o consentendo sistematicamente  l'effettuazione di movimentazioni su conti correnti senza la  previa autorizzazione dei titolari.

L'operazione ha consentito anche di monitorare "in diretta" le infiltrazioni della camorra casalese nelle commesse per la ricostruzione in Abruzzo dopo il devastante sisma del 6 aprile 2009 ( QUI LO SPECIALE ). "Sono stati intercettati - spiegano gli investigatori – i colloqui telefonici con i quali gli arrestati disponevano l'invio del denaro necessario a finanziare le imprese costituite a L'Aquila, per loro conto, con il fine di aggiudicarsi i lavori per la ricostruzione.

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