"Sacre sfilate": l'abbigliamento secondo Benedetto XVI

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Casule, camici, stole, mitre e berretti bianchi: in un saggio edito da Guanda, Luca Scarlini analizza il vestiario dei pontefici da Pio IX a Joseph Ratzinger, secondo l'"Esquire" uno degli uomini più eleganti dell'anno. Leggine un estratto

di Luca Scarlini

Dal momento in cui è giunto sul soglio pontificio, è stato chiaro che Benedetto XVI avrebbe cambiato le carte in tavola nel vestiario papale, proponendo un agguerrito mix di iperclassico e moderno, tra il recupero del camauro, già rivisitato da Giovanni XXIII, e i celeberrimi mocassini rosso fuoco di Prada, su cui i giornali (soprattutto, come regola, quelli italiani) hanno scritto moltissimo, per poi scoprire che in realtà si tratterebbe di un oggetto non di serie, ma d’artigianato.
La vicenda è giunta al punto che l’«Osservatore romano» si è sentito in dovere di spiegare come in realtà la semplicità sia l’unica musa del nostro, anche se è curioso che tanto illustre organo di stampa dedichi molto spazio all’argomento fashion.

Addirittura c’è chi ha messo in evidenza un richiamo al martirio nel colore favorito per le scarpe dal vicario di Cristo in terra, a quanto pare in realtà opera di Adriano Stefanelli, calzolaio novarese, che ha tra i propri clienti Berlusconi e Bush.
In ogni caso, bizzarramente, l’azienda milanese ha rilasciato dichiarazioni in merito ringraziando per l’augusta scelta e le sbarazzine calzature restano comunque per l’opinione pubblica legate alla celebre griffe.
L’arrivo di papa Benedetto ha tra l’altro scalzato, in una lotta tra sartorie religiose degna di un giallo, quella che per quasi un secolo aveva fornito gli accessori per la consueta immagine papale: la ditta Annibale Gammarelli, che continua comunque a fregiarsi del titolo di «pontificia», servendo santità di ogni taglia del 1793.

Per marcare una forte discontinuità, l’augusto ha preferito rivolgersi alla più moderna struttura Euroclero, vicina ai colonnati di San Pietro, un’impresa gestita dalla famiglia Cattaneo (Alessandro, il titolare, con i figli Cristina, Francesco e Roberto), che vanta una strategica sede di fronte alla Congregazione del Sant’Uffizio, di cui il nostro è stato commissario per venticinque anni. Città del Vaticano importa beni di lusso di ogni genere, come è noto, potendo contare su sostanziosi sgravi fiscali e gli abiti vanno di pari passo con lo spumante (quarantotto tonnellate, per novecentoventuno abitanti).
Dopo un esordio pubblico infelice come capo della cristianità, con una veste corta in modo eccessivo (che alcuni maligni anticlericali hanno voluto apparentare a un provocante baby doll), lo stile è cambiato rapidamente.

Da questa trascuratezza alla perfezione del look il passo è stato brevissimo e i coordinati sono oggi sempre più avventurosi. A stabilire un nuovo corso decisamente sotto il segno della griffe, egli ha provveduto durante una visita ai francescani, quando aveva ricevuto un lussuoso completo di Gattinoni: due casule, due camici, una stola e una mitra in fiammante velluto rosso con finiture d’oro. Lo stilista che li firma è Guillermo Mariotto, con una sua piccola notorietà televisiva come giurato del popolare programma Ballando sotto le stelle, specializzato in vaporosa alta moda femminile dai colori pastello o dai disegni di stelle. Tra le sue clienti, Edwige Fenech e Irene Pivetti; a lui si deve peraltro l’abito nuziale di Ela Weber. D’altro canto, lo chicchissimo ritorno alla messa in latino, che mette in discussione gli esiti del Concilio Vaticano II, di pari passo con la revoca della scomunica dei lefebvriani della Fraternità San Pio X, si accompagna perfettamente a una sfilata di immagini fashion che sconfessano, anche per i più affiliati, le prediche anticonsumistiche di cui il santo soglio cigratifica a giorni alterni, quando non è impegnato nella difesa a oltranza della vita in ogni suo aspetto.

Le uscite fuori porta introducono anche un drastico rinnovamento degli accessori, portando in evidenza un berretto da baseball bianco, con una giacca a vento abbagliante, in occasione di escursioni montane nell’amata Val d’Aosta, quasi a rilevare l’unico trait d’union rimasto con gli abbigliamenti di Giovanni Paolo I. Gli occhiali da vista sono degli eleganti Cartier demi-lune modello Santos, mentre quelli da sole sono stati avvistati per la prima volta in occasione della visita al Quirinale, sotto forma di un aggressivo paio di Serengeti, sponsorizzati da Val Kilmer e poi da Alain Prost. Tanto sforzo ha fatto sì che la prestigiosa rivista «Esquire» abbia nominato Benedetto XVI nella lista degli uomini più eleganti dell’anno, per la soddisfazione dell’interessato.
©2010 Ugo Guanda Editore S.p.A.

Tratto da Luca Scarlini, Sacre sfilate, Guanda, pp. 180, euro 12,00

Luca Scarlini, saggista, drammaturgo, storyteller in scena, scrive su Alias di il manifesto e su L’Indice dei Libri. Insegna all’Accademia di Brera e in altre istituzioni italiane e straniere; collabora con numerosi teatri e festival in Italia e all’estero. Tra i suoi libri: La musa inquietante (2001), Equivoci e miraggi (2003), D’Annunzio a Little Italy (2008), Lustrini per il regno dei cieli (2008).

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