Da Milano a Gorizia monta la protesta degli immigrati

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Scoppiata una rivolta nel Cie del capoluogo lombardo per "le pessime condizioni di accoglienza nel centro". Colluttazioni tra agenti ed extracomunitari, di cui 10 hanno tentato la fuga. Episodi simili in Friuli

A Milano una rivolta è scoppiata, intorno alla mezzanotte, nel Cie (Centro d'identificazione ed espulsione) di via Corelli, dove sono ospitati circa 100 immigrati. Un gruppo di loro ha distrutto parte del mobilio, inscenando successivamente un sit-in sul tetto. I rivoltosi sarebbero stati esacerbati dalle "pessime condizioni di accoglienza nel centro". Dieci uomini hanno provato a scappare, ma sette di loro sono stati bloccati dalla polizia. I restanti tre risultano ancora irreperibili. Si tratta di due marocchini, rispettivamente di 35 e 40 anni, e d'un tunisino di 24 anni. Soltanto il marocchino 35enne ha precedenti per spaccio di droga.

La rivolta è stata sedata dalla Polizia, ma si sono verificate alcune colluttazioni con gli insorti. Sei agenti e un militare sono rimasti feriti. Due immigrati, invece, sono stati ricoverati per accertamenti rispettivamente al san Raffaele e al Policlinico. Il più grave d'essi ha riportato lesioni alle gambe perché, secondo la polizia, è saltato dal muro di cinta. L'altro aveva ingoiato una batteria per protesta

Nella notte si sono verificati episodi analoghi nel Cie di Gradisca d'Isonzo, in provincia di Gorizia. La protesta è stata inscenata sui tetti della struttura, che ospita circa 140 immigrati clandestini. I protagonisti dell'episodio, che hanno cercato invano di scavalcare la recinzione del centro, hanno anche dato fuoco ad alcune suppellettili. La rivolta è stata sedata dall'intervento della Polizia intorno alle 3.00.

La questura di Gorizia ha acquisito le immagini riprese dalle telecamere del circuito di sorveglianza del Cie con l'obiettivo di risalire ai responsabili dei disordini. Gli investigatori non escludono che la rivolta possa essere in qualche modo collegata agli episodi di via Corelli. Al riguardo sono in corso accertamenti da parte della Digos.

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