Amanda Knox: "Non ho ucciso Meredith"

Amanda Knox - Foto Ap
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In un'intervista al giornale inglese Daily Express la ragazza americana torna a dichiararsi innocente e dice di sperare nell'appello. "Certe volte le cose cattive succedono anche ai buoni"

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Il quotidiano britannico Daily Express pubblica oggi un'intervista ad Amanda Knox, la ragazza inglese condannata in primo grado per l'omicidio di Meredith Kerchner. L'americana di dichiara innocente e confessa tutta la propria frustrazione per non venire creduta. Rivela come continui a scriversi spesso con Raffaele Sollecito, condannato insieme a lei: "Ci scriviamo spesso, ci diamo forza a vicenda. Siamo finiti in un caso surreale che continuiamo a non capire ma che almeno ci ha uniti".

Nell'intervista al quotidiano la Knox continua a professarsi innocente: "Qui in carcere ho capito che certe volte cose cattive succedono alle persone buone. Sono in una situazione che non riesco a spiegare e a volte a comprendere. E' come se accadesse a qualcun'altro. Trovo veramente duro accettare che la mia amica Meredith sia morta e che io sia accusata di averla uccisa.

Amanda continua spiegando che spera di ottenere i domiciliari. Il pericolo di fuga, dice, non c'è: "Chiunque pensi che possa lasciare il paese non mi conosce o non capisce quanto importante sia per me uscire completamente pulita da questa storia". In prigione la ragazza americana si sveglia, presto, alle sei di mattina. Racconta al giornale di praticare un po' di yoga prima di dedicarsi alle lettere che riceve da amici, parenti o semplici sostenitori. Ne riceve oltre 300 al mese "La gente dice di non arrendermi e questo mi aiuta molto".

A ottobre si svolgerà il processo d'appello. "Io continua ad avere fede nel sistema giudiziario italiano, ma non è facile. Pensavo che tutto si sarebbe chiarito nel corso del processo e che la mia innocenza sarebbe stata riconosciuta immediatamente. Al processo ero piena di fiducia e la delusione è stata immensa"

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