P3, Cosentino: “Non ho mai tentato di screditare Caldoro”

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Quattro ore di interrogatorio per l’ex sottosegretario all’Economia, indagato per associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi, che nega di aver screditato la candidatura del governatore della Campania alle precedenti regionali

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"Non ho mai in alcun modo tentato di screditare Stefano Caldoro". Così l'ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino ha risposto ai giornalisti al termine dell'interrogatorio da parte della Procura di Roma durato circa quattro ore nell’ambito delle indagini sulla cosiddetta P3. A Cosentino, che si è dimesso da sottosegretario all’Economia in seguito al suo coinvolgimento nell’inchiesta partita dagli appalti per l’eolico, il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo e il sostituto Rodolfo Sabelli contestano il reato di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi. In particolare, in riferimento a due episodi: le pressioni esercitate nel tentativo di discredito della candidatura di Caldoro alle precedenti elezioni regionali e l'accelerazione dell'iter sul ricorso in Cassazione in merito alla richiesta di custodia cautelare da parte della Procura di Napoli nei confronti di Cosentino.

Cosentino, che è il coordinatore regionale del Pdl in Campania ha detto di “aver chiarito tutto quello che c'era da chiarire" durante l’interrogatorio. "Penso di aver dato risposte a tutte le domande", ha aggiunto.

Al termine dell’interrogatorio il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo ha precisato: “L'atto istruttorio nei confronti di Cosentino non ha riguardato le intercettazioni telefoniche visto che queste non possono essere utilizzate quando riguardano imputati parlamentari".

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