Anniversario Borsellino, Di Matteo: no a magistrati collusi

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A 18 anni dalla strage di via D'Amelio cerimonia a Palermo. Il presidente distrettuale dell'Anm ha ricordato: "Paolo era alieno a ogni forma di condizionamento dal potere". Nella notte danneggiate le statue commemorative di Falcone e Borsellino

S'è svolta, nella mattinata del 17 luglio, la prima parte delle celebrazioni commemorative della strage di via D'Amelio, nella quale furono uccisi dalla mafia, il 19 luglio 1992, il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. L'Anm ha organizzato, infatti, una cerimonia nell'aula magna del Palazzo di Giustizia di Palermo. Un'ovazione ha accolto i magistrati partecipanti, salutati dallo sventolio delle "agende rosse", divenute ormai il simbolo dei misteri che avvolgono l'eccidio.

Alla cerimonia commemorativa hanno particolarmente colpito le forti parole del presidente distrettuale dell'Anm Nino Di Matteo, che ha dichiarato: "Paolo Borsellino era alieno a ogni forma di condizionamento dal potere. Invece oggi bisogna spezzare la catena dei giudici che frequentano i salotti e i circoli e dei magistrati, che vanno a braccetto con la politica per avere benefici come un incarico. Borsellino era un magistrato indipendente. Bisogna trovare la forza di resistere al tarlo sottile della rassegnazione, che rischia di insinuarsi anche nella magistratura". Di Matteo ha poi ricordato come il magistrato martire avesse "affrontato anche indagini sui colletti bianchi con la stessa determinazione e con lo stesso coraggio, che aveva nelle altre inchieste. Ha denunciato pubblicamente le disattenzioni della politica verso la mafia e ha indicato i cali di tensione nella stessa magistratura".

Nel suo intervento, invece, il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia ha definito Borsellino "un esempio di coraggio e indipendenza". Facendo poi riferimento al giusto rilievo dato dal giudice ucciso ai collaboratori di giustizia, Ingroia ha polemicamente parlato del caso Spatuzza, affermando: "Quando si nega la protezione a pentiti come Spatuzza, che con le loro dichiarazioni stanno aprendo squarci importanti sulle stragi, si ha l'impressione che si vogliano imbavagliare i collaboratori, quando parlano di cose di cui non si vuole che parlino".

Purtroppo un grave atto, compiuto nella notte, è venuto in parte a turbare le cerimonie odierne. Due statue in gesso, raffiguranti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che erano state collocate ieri pomeriggio in via Libertà a Palermo, sono state infatti danneggiate. A scoprirlo sono stati i carabinieri, che stanno indagando per identificare i responsabili del gesto. Sul posto è intervenuto il personale della Sezione investigazioni scientifiche, per compiere i necessari rilievi tecnici. Realizzate dallo scultore palermitano Tommaso Domina, le statue erano state posizionate a pochi passi da Piazza Politeama, con la scritta "Giovanni e Paolo, due uomini liberi con le loro idee, nel sole, nell'allegria, nell'amicizia, fra la loro gente".

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