Inchiesta eolico, Carboni e Lombardi restano in carcere

Flavio Carboni nelle foto dell'Espresso prima di incontrare Arcangelo Martino
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La decisione del tribunale del Riesame di Roma che ha rigettato i ricorsi presentati dai legali del faccendiere e dell'ex giudice tributario. Intanto proseguono le indagini sulla nuova P2. I pm in tempi brevi daranno il via alle audizioni

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Il tribunale del Riesame di Roma ha deciso: Flavio Carboni e Pasquale Lombardi devono rimanere in carcere. Dunque, i ricorsi presentati dai legali dell'ex faccendiere e imprenditore e dell'ex giudice tributario e geometra arrestati l'8 luglio scorso nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico sono stati rigettati. Le esigenze di custodia cautelare di Carboni e Lombardi, ha sostenuto il Riesame, "non sono attenuate". Già i pm Capaldo e Sabelli si erano espressi in questo senso, dando parere negativo alla revoca delle ordinanze di custodia cautelare.

I legali delle difese, Borzone e De Cataldo per Carboni e Corrado Oliviero per Lombardi, a supporto della richiesta di revoca della custodia cautelare avevano tra l'altro invocato l'inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche nelle quali sono coinvolti politici e sottolineato, nel caso di Carboni, l'età avanzata. Non è escluso che queste argomentazioni possano essere riproposte in Cassazione una volta esaminate le motivazioni dell'ordinanza del Riesame.

Intanto la procura prosegue le proprie indagini sulla cosiddetta P3 a ritmo serratissimo. E dalle carte spunta un elenco di persone che, in tempi abbastanza brevi e con tutta probabilità a titoli diversi, dovranno essere ascoltate.

E' un elenco lungo quello che il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli hanno stilato. Sono previste le audizioni del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, del'ex presidente della corte di Cassazione Vincenzo Carbone, del governatore della Lombardia Roberto Formigoni e ancora del presidente della Corte di appello di Milano Alfonso Marra (di cui il Csm ha chiesto il trasferimento), del capo dell'ispettorato del dicastero della Giustizia Arcibaldo Miller e dell'ex avvocato generale della Cassazione Antonio Martone. Audizioni che non sono ancora state calendarizzate. Questi nomi fanno parte, per ora, solo di un elenco: non è escluso che alcuni di loro, chiamati a piazzale Clodio, debbano essere accompagnati dagli avvocati, la qual cosa indicherebbe l'avvenuta iscrizione nel registro degli indagati. Iscrizione che, secondo quanto appreso, per alcuni sarebbe già in itinere.

Intanto, prosegue l'esame degli atti di polizia giudiziaria e delle informative dei carabinieri. Gli inquirenti romani dovranno iniziare a interrogare i personaggi già finiti nel registro degli indagati dopo la scoperta dell'esistenza di un comitato d'affari interessato a condizionare alcuni apparati dello Stato. Il primo a venir interrogato sarà il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, la settimana prossima. Dovranno poi presentarsi a piazzale Clodio il coordinatore del Pdl Denis Verdini, il senatore Marcello Dell'Utri e l'ex sottosegretario all' Economia Nicola Cosentino.

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