Emergenza caldo: malori e disagi in tutta Italia

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Black-out a Milano, decine di malori sulla metropolitana romana e migliaia di telefonate al numero verde istituito dal Ministero della Salute per dare consigli ai cittadini su come affrontare l'afa di questi giorni. Ecco le conseguenze del caldo da record

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Telefonate al numero verde
– Sono state oltre 3.000 le telefonate giunte nelle prime otto ore di attivazione (dalle 8 alle 16) al numero verde '1500' istituito dal Ministero della Salute per dare consigli e informazioni ai cittadini sui comportamenti da adottare per evitare rischi per la salute dovuti alle alte temperature registrate in questi giorni. Le domande rivolte agli operatori hanno riguardato principalmente "consigli generali per affrontare il caldo" ed "effetti del caldo sulla salute". In particolare sono state chieste informazioni sul tipo di alimentazione da seguire durante le giornate più calde, quali e quanti liquidi bere per evitare la disidratazione, ma anche informazioni sui condizionatori d'aria (temperatura più idonea, come posizionarli), su come evitare rischi per i bambini e su quali siano i sintomi provocati dal troppo caldo. Al numero verde hanno telefonato in maggioranza "anziani o loro familiari; mamme di bambini da 0 a 10 anni; malati cronici".

Black-out a Milano - Tra le 14 e le 16:30 si sono registrati complessivamente 3 black-out che hanno riguardato la rete di media-tensione. Il primo si è verificato intorno alle 14 e si è risolto completamente nel giro di un'ora e ha toccato l'area Bramante, Paolo Sarpi, con circa 2 mila utenti rimasti senza luce. Gli altri due invece sono avvenuti intorno alle 14:40, punta di maggior caldo della giornata, e si sono risolti rispettivamente tra le 16 e le 16:30. Uno ha coinvolto mille utenze nelle zone Papiniano, Magenta e San Vittore e l'altro, il più grande, circa 3 mila utenze nell'area Macchi e Maciachini. A2A precisa che non si è verificato nessun guasto della rete, ma soltanto un surriscaldamento dei cavi dovuto al sovraccarico dovuto all'utilizzo dei condizionatori, soprattutto negli uffici.

Sassari - Un guasto all'impianto di condizionamento dell'aria sta provocando da ieri il blocco della metà delle sale operatorie dell'Azienda ospedaliera universitaria di Sassari. Restano attive solo quattro delle otto sale totali, all'interno delle quali - fa sapere l'Azienda - le temperature si mantengono entro i limiti previsti dalla legge. L'attività operatoria è stata quindi ridotta del 50% e sono invece garantiti tutti gli interventi chirurgici in regime d'urgenza o per gravi patologie. Il guasto tecnico che ha mandato in tilt i condizionatori dovrebbe potersi risolversi entro stasera: i tecnici infatti stanno lavorando senza sosta per la sostituzione di un motore responsabile dell'alimentazione dell'impianto di rete. Con i condizionatori fuori uso si sono toccati i 30 gradi nelle sale operatorie, contro i 18-30 previsti dalla norma.

Metropolitana di Roma - "L'Adoc sta ricevendo decine di segnalazioni di cittadini romani che hanno accusato forti malori a causa dell'afa e delle temperature elevate, quasi 50 gradi, che si registrano sulla linea B della metropolitana". Lo rende noto in una nota l'associazione di consumatori che "sta valutando insieme ai suoi legali la possibilità di intentare cause di risarcimento dei danni subiti durante il percorso effettuato in metropolitana". Secondo il presidente dell'Adoc Carlo Pilieri "non basta distribuire bottigliette d'acqua alla stazione, una scena da Paese del terzo mondo, occorre ammodernare tutto il parco vetture e le stazioni, dotandole entrambe di aria condizionata. Non è possibile far viaggiare milioni di cittadini su dei 'forni ambulanti', inaccettabile e pericoloso". Il Codacons si associa alla denuncia dell'Adoc: "Il fenomeno si presenta ogni anno - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - ma stavolta sembra ancora più accentuato, e sta producendo diversi malori a danno dei passeggeri. Se la situazione non migliorerà entro le prossime ore, chiederemo alle autorità competenti di sospendere interamente il servizio metropolitano sulla linea B, o di limitare i collegamenti alle sole carrozze dotate di condizionatori”.

Il Servizio Meteo del Dipartimento nazionale della Protezione civile ha rilevato nella stazione di Roma Urbe una temperatura di 38 gradi associata a un grado di umidità superiore al 38% che fa salire le temperature percepite nella Capitale a 43 gradi. Secondo la Protezione civile si tratta del picco massimo registrato nel corso di questa seconda ondata di calore, cominciata il 13 luglio scorso. Nonostante le previsioni meteorologiche annuncino per domani l'arrivo dei venti di nord-ovest associati a un minimo abbassamento delle temperature, l'ondata di calore durerà almeno fino a domenica prossima. Il Sistema nazionale per la prevenzione dei rischi legati al caldo ha dichiarato fino a quella data lo stato di massima allerta per i soggetti più esposti alle conseguenze sanitarie legate all'afa.

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