'Ndrangheta, così nel Santuario si scelgono i capi: VIDEO

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E' il momento della riunione annuale in cui i boss scelgono i propri vertici. E' il 2 settembre 2009. I carabinieri li filmano e li ascoltano: "Il crimine non è di nessuno è di tutti"

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L'operazione 'Crimine' condotta da carabinieri e polizia coordinati dalle Dda di Milano e Reggio Calabria svela il nuovo volto della 'ndrangheta: un'organizzazione che ha la testa in Calabria e braccia nel nord Italia, in Europa, Nord America, Canada e Australia, in grado di controllare la vita "sociale, amministrativa ed economica" del territorio dove opera, di infiltrarsi "negli ambienti più diversi, compresi quelli investigativi", di condizionare politica e appalti pubblici. Una consorteria mafiosa in cui chi sgarra paga: Carmelo Novella fu ucciso a Milano nel luglio 2008 proprio su disposizione di 'don Micu' Oppedisano; si era messo in testa di rendere autonomo il 'mandamento' della Lombardia. Un'organizzazione mafiosa molto simile a Cosa Nostra, dunque, come dimostrano le centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali che gli investigatori hanno raccolto. Consapevole che l'unione tra le 'ndrine è ormai una necessita'. "Sapete come andiamo a finire - spiega Nicola Gattuso, capo di una delle cosche di Reggio Sud - ve lo dice il sottoscritto, da qua ad un altro anno, due, tutto quello che abbiamo diventera' zero".

Il volto nuovo della più potente organizzazione criminale italiana nasce nel luogo più antico della sua storia, il santuario della Madonna di Polsi. E' lassù sull'Aspromonte - dove da sempre la 'ndrangheta prende le decisioni che contano - che il primo settembre 2009 cessa di essere un insieme di cosche, famiglie o 'ndrine "scoordinate e scollegate tra di loro, salvo alcuni patti federativi di tipo localistico", e si trasforma in un'organizzazione di "tipo mafioso, segreta, fortemente strutturata su base territoriale, articolata su più livelli e provvista di organismi di vertice" che prendono e ratificano le decisioni piu' importanti. Ed è sempre a Polsi che, in quello stesso giorno, le 'ndrine scelgono Domenico Oppedisano come loro capo supremo, il 'grande vecchio' che prendeva le decisioni e dava gli ordini all'ombra degli aranci nel suo agrumeto di Rosarno.

E' stato fissato per mercoledi 14 luglio, intorno alle 15 l'interrogatorio davanti al Gip di Milano, Andrea Ghinetti, di Carlo Chiriaco, il direttore sanitario dell'Asl di Pavia arrestato nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano e Reggio Calabria che ha decapitato i vertici della 'Ndrangheta, portando oltre 300 persone in carcere. Chiriaco, difeso dall'avvocato Maria Teresa Zampogna, è accusato di associazione mafiosa e concorso in corruzione elettorale.

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