"Il Manifesto" in piazza contro i tagli all'editoria

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Riunione di redazione davanti a Montecitorio per protestare contro i tagli previsti dalla manovra e la "legge bavaglio" sulle intercettazioni. Intervista al direttore Norma Rangeri

"Mercoledì 14, renderemo visibile il nostro No al doppio bavaglio andando in piazza Montecitorio, per svolgere lì la nostra quotidiana riunione di redazione e di protesta. Naturalmente sono invitati amici, compagni, lettori del giornale, la nostra rete di sostegno politico e economico, parte costitutiva del nostro collettivo di lavoro".

Questo il messaggio che compare in apertura del sito del quotidiano Il Manifesto . La redazione, infatti, ha deciso di "fare il giornale in piazza". Ha scelto di  fare la tradizionale riunione di redazione davanti a palazzo  Montecitorio per protestare "davanti al Parlamento di un Paese dove la libertà di stampa e di espressione è sotto scacco" s crive il direttore Norma Rangeri.

"Siamo arrivati al dunque - recita la nota - i tagli alla legge sull'editoria, il bavaglio con cui il ministro Tremonti prova a chiuderci la bocca, saranno scritti nel maxiemendamento della manovra economica. Il mondo dell'informazione, e i giornali in particolare, restano l'ultima spina nel fianco del regime mediatico berlusconiano. Vanno indeboliti, controllati, ridotti al silenzio. Siamo colpiti per mancanza di rigore e trasparenza (i soldi ci sono ma il governo vuole essere lui a scegliere come e a chi darli). Noi, insieme a un mondo politico-giornalistico-editoriale fatto di piccole e medie cooperative, aziende di partito o autonome come il manifesto (senza padroni, né padrini, né partiti), non accettiamo il diktat".

Il Manifesto manifesta



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