Inchiesta eolico, indagati anche Dell'Utri e Cosentino

Marcello Dell'Utri e Nicola Cosentino
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Il senatore Pdl e il sottosegretario all’Economia sotto inchiesta per associazione a delinquere e violazione della legge sulle società segrete. Il gip: Carboni mirava ad avvicinare i magistrati di Firenze che indagavano sul G8. Cosentino: accuse surreali

Il senatore Marcello Dell'Utri e il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino sono indagati nell'ambito dell'inchiesta che ha portato in carcere nei giorni scorsi Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, e nella quale è indagato anche il cordinatore del Pdl Denis Verdini. A iscrivere i due politici nel registro degli indagati è stato il pubblico ministero Rodolfo Sabelli al quale è affdata l'indagine stralcio dall'inchiesta sull'eolico. I reati ipotizzati per Dell'Utri e Nicola Cosentino, come per Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino sono quelli di associazione per delinquere semplice e violazione degli articoli 1 e 2 della legge Anselmi che vieta la ricostituzione delle società segrete.

Cosentino è indagato per l'episodio della candidatura sostenuta dal gruppo di Carboni alla presidenza della regione Campania e per la diffamazione ai danni del governatore della Campania, Stefano Caldoro. Tra gli episodi contestati anche le pressioni alla corte di Cassazione per anticipare l'udienza sulla discussione in merito alla misura cautelare emessa nei confronti di Cosentino dalla procura di Napoli. Pressioni esercitate per conto della presunta associazione segreta da Lombardi nel tentativo di salvare la candidatura di Cosentino alla presidenza della regione Campania.

A Dell'Ultri è contestata, tra l'altro, la partecipazione alla cena a casa del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, a Roma nel settembre dello scorso anno. Incontro a cui presero parte, oltre al gruppo Carboni, il sottosegretario Giacomo Caliendo, il magistrato, Antonio Martone, il capo degli ispettori del Ministero della Giustizia, Arcibaldo Miller. Le posizioni di questi ultimi sono ora al vaglio degli inquirenti romani.
Il nome di Dell'Ultri compare anche tra coloro che avrebbero preso parte a riunioni, svolte a Roma e in Sardegna nel dicembre scorso, con Carboni, Verdini e il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, per gli appalti sull'energia alternativa.

Cosentino: pm usati dai soliti noti - "Ancora una volta apprendo dalle agenzie di stampa di essere sotto inchiesta da parte di qualche procura per aver commesso qualcosa. Questa volta mi pare si tratti di una sorta di 'banda del torchio', dal sapore davvero surreale. Mi chiedo quando e se si finirà di usare la magistratura per altri fini. In ogni caso, anche questa volta, le impronte digitali sono le stesse". Così, in una nota, il sottosegretario Nicola Cosentino commenta l'inchiesta che lo vede coinvolto.

La reazione di Berlusconi - Qualche leggerezza c'è stata e bisognerà fare chiarezza su quanto successo; detto ciò, risulta evidente che la vicenda è stata ingigantita dai media. Sarebbe questo - secondo quanto riferito da fonti della maggioranza - il ragionamento di Silvio Berlusconi sul caso della cosiddetta "P3" che oggi, dopo il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, ha coinvolto il sottosegretario Nicola Cosentino e il senatore Marcello Dell'Utri.
Silente in pubblico, il presidente del Consiglio ha commentato solo in privato la vicenda. E il giudizio che ne emerge, secondo il resoconto di alcuni interlocutori, appare in chiaro-scuro: "Berlusconi ritiene che ci sia stata una certa leggerezza da parte di alcuni esponenti del partito sulla quale si dovrà fare chiarezza", riferisco esponenti del Pdl  cercando di riassumere lo stato d'animo del Cavaliere.
Resta comunque la consapevolezza, spiega un altro esponente del Pdl dopo aver parlato con Berlusconi, che l'intera vicenda è "figlia dell'ennesimo caos mediatico: è chiaro infatti che il tutto è stato ingigantito dalla stampa".

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